Italia

Riforme, Berlusconi propone il premier eletto dal popolo

Silvio BerlusconiROMA. Il premier Silvio Berlusconi ha deciso di rinviare alla prossima settimana l’incontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini e con il Ministro delle Riforme Umberto Bossi.

Secondo fonti della Presidenza della Camera il vertice è stato rimandato per dare tempo agli organi di partito di compiere ulteriori approfondimenti a livello locale sulle candidature per le Regionali. Intanto si fa sempre più insistente il tema delle riforme dopo le anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa “Donne di Cuori”.

Il presidente Berlusconi, interrogato dal conduttore di “Porta a porta”, lancia l’idea di un premier eletto dal popolo: “Sarà il Parlamento nei prossimi mesi a definire quale sia il modello più adatto alla realtà italiana. Ciò che conta è che il titolare del potere esecutivo venga scelto direttamente dal popolo. E con lui la forma di governo. Di fatto, è quello che giá succede nella costituzione materiale. È ora che la Costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del Paese.

Dopo il processo civile – aggiunge il premier – stiamo riformando il processo penale. Dobbiamo costruire nuove carceri per ventimila detenuti. La situazione delle carceri che abbiamo ereditato è disastrosa. Uno Stato civile deve togliere la libertà a chi è stato condannato per aver commesso un reato, ma non può togliergli anche la dignità e perfino attentare alla sua salute. E poi la detenzione deve avere sempre la finalità di rieducare la persona.Stiamo realizzando la riforma dell’università per abolire i diplomifici e quella della sanità per diminuire la spesa e aumentare la qualità delle cure – sottolinea Berlusconi –. Entro l’anno sarà operativo anche il piano casa che consente di ampliare la propria abitazione a chi ne possiede una mono o bifamiliare senza intralci burocratici”.

Il presidente Berlusconi parla anche del suo controverso rapporto con la stampa estera e della reputazione

dell’Italia presso gli altri Governi: “Gli attacchi non mi indeboliscono. Se debbo dirla tutta, gli altri leader internazionali che incontro mi fanno i complimenti. Nessuno di noi, mi dicono, avrebbe potuto resistere a un terzo degli attacchi che hanno rivolto a te.

Il nostro governo – ribadisce il Cavaliere – è considerato dall’amministrazione americana un alleato sicuro, leale e forte. Obama ha ripetutamente elogiato la mia ‘strong leadership’. Quanto ai leader dei maggiori Paesi europei, ho con tutti rapporti di amicizia. Per criticarmi, la sinistra dice che pratico la ‘politica del cucu’. E’ una definizione di cui vado fiero: sì, faccio una politica estera che tiene in grande conto i rapporti personali con gli altri leader, perché questo consente di avere interlocuzioni dirette, non mediate dalla diplomazia, sulle questioni più delicate, rendendo più facili le intese”.

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