Italia

Pd, Bersani: “Noi l’alternativa”. Rosy Bindi eletta presidente

Pier Luigi Bersani ROMA. Pier Luigi Bersani è formalmente il segretario del Partito Democratico, la cui Assemblea nazionale ha intanto eletto Rosy Bindi presidente del partito.

Nel suo primo discorso ufficiale, Bersani ha ringraziato i suoi rivali alle primarie, DarioFranceschini e Ignazio Marino,poi ha salutato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e Romano Prodi, di cui ha detto”Lo sentiamo qui con noi e conosciamo l’affetto con cui segue le vicende del partito”. A seguire ha proposto Rosy Bindi come presidente, eletta peracclamazione dall’assemblea, la quale, a suavolta, ha proposto e ottenuto la nomina di Marina Sereni e Ivan Scalfarotto a vicepresidenti del partito.

Il neo segretario ha ribadito che il Pd sarà “l’alternativa” che si rivolgerà “a tutta l’area del centrosinistra, senza ‘trattini’ o distinzione di ruoli e senza pretese di esclusività”. “Avremo – continua il segretario – partito plurale, ma non nel senso di attribuire a ognuno una stanza della casa comune. Penso a un partito in cui c’è bisogno di tutti. In vista delle elezioni regionali opereremo per allestire coalizioni democratiche e di progresso. Questo vale per le forze in Parlamento sia per quelle che non sono in Parlamento. Sui temi della democrazia abbiamo aperto un confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza, come Rifondazione comunista”.

Bersani ha poi proposto un’assemblea degli amministratori locali del Pd per parlare “di federalismo vero e non permettere alla Lega di raccontare favole e noi stiamo zitti”.

Sul tema delle riforme, il segretario auspica un confronto in Parlamento. E sulla nuova legge elettorale afferma che il Pd è disposto ad una legge di iniziativa popolare. “Siamo pronti a discutere di riforme a partire dalle proposte che riguardano il superamento del bicameralismo perfetto e il Senato federale”, ha riferito Bersani, pronto ad accettare anche la riforma della giustizia, ma “a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l’aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura”.

Per quanto riguarda la crisi economica, secondo Bersani, al contrario di quanto sostiene il premier Berlusconi, non è affatto superata “ed è bene – dice il segretario dei democratici – che il governo ne prenda atto e adotti le misure necessarie: parli con il linguaggio della verità. Nessuno vuol fare il pessimista o il catastrofista, pretendiamo solo che si riconosca che abbiamo un problema serio che non si risolve da sé. Davanti a un’assunzione di responsabilità da parte del governo, noi non ci sottrarremo ai problemi, ma se continuano a dirci che il problema non c’è o che si può aggiustare con palliativi, diventa difficile discutere. Il governo non presenti una Finanziaria fatta di segnali irrilevanti: servono misure vere”.

Sul tema del lavoro Bersani annuncia che il Pd si concentrerà su quattro punti: politica dei redditi contro l’impoverimento; garantire soglie minime di reddito; l’ingresso al lavoro dei giovani; uno sguardo sul sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; rivedere la legge sull’immigrazione e la cittadinanza perché “il Pd è un partito che sta con chi bussa alla porta e non con chi la tiene chiusa”.

Infine, la questione morale all’interno del partito, soprattutto alla luce degli ultimi eventi,come quello di Castellammare di Stabia: “Occorre – afferma Bersani -prendere posizione contro comportamenti non coerenti con i principi etici del partito. Il Pd non è un’autorità morale, ma deve sentirsi garante di quella dignità nell’esercizio delle funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che deve comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto di un impegno pubblico. Nonostante le migliori intenzioni, in questi due anni nel Pd non è stato possibile sanzionare comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la commissione etica avanzi proposte non solo di principio, ma di strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo nome dalle deviazioni dei singoli”.

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