Italia

Giustizia, Alfano: “Riforma anche senza intesa con opposizione”

Angelino AlfanoROMA. Senon arriveràl’intesa con l’opposizione sul tema della riforma della giustizia, il governo sarà pronto a procedere da solo. Ad annunciarlo è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

“Non so se c’è la possibilità di trovare un’intesa con l’opposizione – afferma il Guardasigilli intervistato a “Mattino 5” da Maurizio Belpietro – e sulla riforma della giustizia noi non la rifiutiamo, anzi la ricerchiamo”. “Abbiamo però anche un dovere etico – sottolinea il ministro – che nasce dalla nuova fase democratica che consegna al governo uomini votati direttamente dal popolo: cioè l’obbligo di fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale”. “Quindi – aggiunge Alfano – di fronte al bivio tra la paralisi perché l’opposizione non vuole la riforma e quanto proposto agli elettori noi sceglieremo non di restare fermi, ma di procedere alle riforme”. Altrimenti, conclude, “a chi ci chiederà, alla fine della legislatura, ‘avete fatto la riforma della giustizia?’ noi non possiamo dire ‘non l’abbiamo fatta ma abbiamo dialogato benissimo’”.

Alfano è intervenuto anche sui recenti casi di cronaca. Sulla morte di Stefano Cucchi, il detenuto 31enne deceduto in circostanze poco chiare, il ministro afferma: “Il governo vuole scoprire la verità e sapere cosa sia successo”. Secondo Alfano, deve essere chiaro che “le nostre devono rimanere carceri di una grande democrazia liberale per cui non può essere ammesso nulla di quanto si sospetta”. Il Guardasigilli spera che “già nelle prossime ore possano emergere dall’inchiesta aperta dalla Procura di Roma elementi nuovi in grado di fare chiarezza”. A tale proposito il Guardasigilli ricorda di aver telefonato al procuratore della Repubblica di Roma “per dargli pieno sostegno alle indagini e per raccomandargli solerzia”.

Sul suicidio in carcere della neobrigatista Diana Blefari, Alfano rivendica il fatto che “non è il ministro della Giustizia a decidere chi deve o non deve stare in carcere”, ribadendo di aver avviato un’inchiesta amministrativa per verificare le condizioni di detenzione della neobrigatista suicidatasi a Rebibbia. “Dove si trovava detenuta le condizioni ambientali non erano denotate da sovraffollamento o da situazioni poco dignitose”. In ogni caso, come per la vicenda della morte di Stefano Cucchi nessuna ombra deve rimanere su casi così delicati, quindi ho raccomandato la massima celerità possibile per la conclusione dell’inchiesta interna all’amministrazione penitenziaria”.

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