Italia

Finanziaria, in Senato no a Banca Sud, fondi ricerca e taglio Irap

Giulio TremontiROMA. Il Senato ha approvato con 144 voti favorevoli, 122 contrari e tre astenuti il disegno di legge sulla Finanziaria.

Soddisfattoil ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che riesce, con qualche difficoltà,a difendere il suo testo ‘light’ dal pressing di chi chiede misure per il rilancio dell’economia, a partire dai tagli fiscali.

Tante, però,le questioni in ballo all’interno della maggioranza a cui questa manovra non sembra dare per ora risposta. Come lo stop alla Banca del Sud, tanto cara a Tremonti, e con l’astensione di alcuni senatori del Pdl sul quoziente familiare e sulla cedolare secca al 20% sugli affitti, bocciate solo per un soffio dall’Aula di Palazzo Madama. Ad astenersi sugli affitti sono anche il presidente e il vicepresidente del gruppo, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello.

Per quanto riguarda la Banca del Sud (oggetto di scontro interno al governo fra Tremonti da una parte e i ministri Scajola, Fitto e Prestigiacomo dall’altra) il Pd ha fatto notare che il tema, contenuto in un emendamento del relatore, non è stato trattato in commissione. Il presidente del Senato, Renato Schifani, quindi,ha dovutocassarla. “Salvo”, invece,il comma sulla possibilità di vendere gli immobili confiscati alla mafia.

Polemica sullo stanziamento per i ricercatori, inizialmente previsto in un emendamento, presentato da Guido Possa del Pdl e poi ritirato. La proposta di modifica prevedeva la spesa di 80 milioni di euro per i ricercatori ma è stata bocciata e accolta dal governo solo come ordine del giorno. Ora la finanziaria è stata approvata dal Senato e i fondi non ci sono. L’Osservatorio della Ricerca, un gruppo trasversale di scienziati e ricercatori italiani, è sul piede di guerra e chiede spiegazioni al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Il braccio di ferro sulla Finanziariaera cominciato già durante l’esame in commissione Bilancio del Senato. Il presidente della commissione, Mario Baldasarri, aveva depositato, insieme ad alcuni colleghi del Pdl, quella che un quotidiano in quei giorni aveva definito un “siluro da 37 miliardi per il superministro”: un pacchetto di emendamenti contagli alle tasse e riduzioni di spesa, che cozza con il testo ‘light’ da soli tre articoli ideato da Tremonti.Poi le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che, davanti alla platea della Cna, aveva annunciato un taglio graduale dell’Irap sino alla sua soppressione. Annuncio poco gradito da Tremonti che, al termine di alcuni incontri ad Arcore, trovava l’accordo con Berlusconi anche grazia alla mediazione della Lega.

Alla fine, alla prova del voto nell’Aula del Senato, le proposte più significative del pacchetto Baldassarri (Irap, quoziente familiare e cedolare affitti) sono state bocciate. Sugli affitti i voti favorevoli sono stati 128 (opposizione più Baldassarri), i contrari 117 e le astensioni, che in Senato valgono come ‘no’, ben 29 e sonogiunte dal Pdl, con i finiani in testa. Sull’Irap quasi identica votazione: 128 sì, 120 i no e 26 gli astenuti tutti del Pdl.Così come perl’Irpef: 126 favorevoli, 126 contrari e 22 astenuti.

Ora si attende la votazione della Camera, dove ricomincerà il pressing degli “scontenti”, anche perché nel frattempo saranno arrivati i dati sullo scudo fiscale e, quindi, saranno più chiari i margini per nuove misure da introdurre in finanziaria.

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