Italia

E’ morta Alda Merini, la visionaria del Novecento

Alda MeriniMILANO. E’ morta domenica pomeriggio, a 78 anni, la poetessa Alda Merini. Era ricoverata nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo di Milano, …

… che da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo atteggiamento e la sua sensibilità hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza.

La Merini era considerata una delle principali poetesse del Novecento, oltre che una personalità originale, audace e irriverente (nel 2004, come regalo per il suo compleanno, chiese “un uomo caldo” e le regalarono uno show dello spogliarellista Ghibly). Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Française e segnalazioni in suo favore erano state avanzate anche da Dario Fo e da altri esponenti della cultura e del giornalismo.

Tra i tanti che hanno espresso rammarico per la sua scomparsa, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Viene meno un’ispirata e limpida voce poetica”.

Era nata a Milano il 21 marzo 1931, una data significativa, il primo giorno di primavera, che le aveva dato anche lo spunto per una delle sue poesie. “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta”. E la follia è stata una delle cifre di tutta la sua vita, avendo lei conosciuto anche l’internamento in ospedale psichiatrico, all’inizio degli anni Settanta. Un’esperienza che la portò a scrivere anche alcuni testi ispirati al manicomio e poi raccolti ne “La Terra Santa”, del 1984.

La sua poesia, visionaria ma anche sommessa, porta traccia della sua vita ed è considerata un’opera di prima grandezza nella letteratura italiana. Il 16 ottobre del 2007 le venne concessa dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina, la laurea magistrale honoris causa, in “Teorie della comunicazione e dei linguaggi”. Il 1 giugno del 2002 il presidente Carlo Azeglio Ciampi la insignì dell’onorificienza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana.

Alda Merini ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: “La presenza di Orfeo” pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato “La Terra Santa” che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la poesia. Altre sue raccolte di versi sono “Testamento”, “Vuoto d’amore”, “Ballate non pagate”, “Fiore di poesia 1951-1997”, “Superba è la notte”, “L’anima innamorata”, “Corpo d’amore”, “Un incontro con Gesù”, “Magnificat. Un incontro con Maria”, “La carne degli Angeli”, “Più bella della poesia è stata la mia vita”, “Clinica dell’abbandono” e “Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati”.

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