Italia

Cosentino, il gip: “Sostegno elettorale dal clan dei casalesi”

Nicola Cosentino ROMA. Nicola Cosentino avrebbe ricevuto “puntuale sostegno elettoraledal clan dei casalesi in occasione delle elezioni a cui partecipava quale candidato …

… diventando consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vicecoordinatore e poi di coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare del 2001″. In particolare, avrebbe “garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali”.

E’ quanto emerge in merito all’ordinanza di arresto per il sottosegretario all’Economia firmata dal gip di Napoli Raffaele Piccirillo ed inviata alla presidenza della Camera per chiedere l’autorizzazione a procedere contro il politico di Casal di Principe.

Nel capo di imputazione si fa riferimento, inoltre, a “indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della Eco4 spa (una società che operava nel settore dei rifiuti) nelle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia”. Cosentino è anche accusato di aver curato e cogestito “monopoli d’impresa, quali l’Eco4 spa e nella quale esercitava, in posizioni sovraordinata a Giuseppe Vitiello, e ai fratelli Michele Orsi (ucciso poi in un agguato di camorra il 1 giugno 2008) e Sergio Orsi, il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando delle attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale e per diverse utilità”. Tutto ciò, per la magistratura, rappresenta una “condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall’inizio degli anni Novanta e perdurante”.

CosentinoI PENTITI. Le indagini sono state condotte dai pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci e sono nate dalle rivelazioni dei collaboratori di giustizia: almeno sei di questi pentiti hanno fatto il nome di Cosentino riferendosi a episodi e circostanze diverse. Il primo fu Dario De Simone, ex capozona dei casalesi a Trentola Ducenta, che nel 1996 accusò Nicola “‘O Mericano” (così è conosciuto a a Casal di Principe, soprannome ereditato dal padre Silvio che fece fortuna nel dopoguerra nel commercio con gli americani) di essere referente politico-istituzionale del clan (“Era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare”, rivelava De Simone). Poi, nel 1998, Domenico Frascogna disse che”‘O Mericano” era il “postino” del boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan” quando questi era latitante. Carmine Schiavone, cugi­no di “Sandokan” aveva raccontato nel gennaio 2000 i presunti rapportitra Cosentino anche con l’altra fazione dei casalesi, iBidognetti, guidata da Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e mezzanotte”, sostenen­do che il politico ricevette il loro appog­gio nelle elezioni del 1982.

Ancora, le dichiarazioni diGaetano Vassallo, ex imprenditore nel settore rifiuti legato ai Casalesi, che raccontò come l’avvocato di Casal di Principe controlasse il consorzio Eco4, struttura che ge­stiva gli appalti per lo smaltimento dell’immondizia in alcuni comuni del casertano (tra cui Mondragone e Sessa Aurunca) e per la costruzione di futu­re discariche e termovalorizzatori. Una gestione che, secondo Vassallo, era “per conto della famiglia del boss Francesco Bidognetti” e aggiunge di aver conosciuto Cosentino “proprio attraverso Bidognetti”.Il pentito, inoltre, rivela di essersi “incontrato più volte” con Cosentino.Vassallo spiega come, attraverso i fratelli Orsi, venivano riciclati i soldi del clan dei Casalesi. Il pentito riferisce molti episodi, tra cui quelli secondo cui Sergio Orsi aveva “parlato con Nicola Cosentino per il trasferimento di Salvatore Cantiello, alias ‘Carusiello’ in un altro carcere. Cosentino si mise a disposizione per la richiesta di Orsi. Non so poi se il trasferimento si è avverato”, riferisce il pentito. Il pentito avrebbe anche fatto riferimento a “comunanze di interessi” tra il clan dei casalesi e Cosentino per la realizzazione dell’inceneritore di Santa Maria La Fossa.

Altre dichiarazioni venivano rilasciate nell’ottobre 2008 dal collaboratoreMichele Froncillo il quale spiegava che i contatti con il politico “erano finalizzati a vincere le gare di importanti opere pubbliche”.”Conosco Raffaele Letizia, detto Lello, – diceva Froncillo – che era ed è esponente apicale del clan dei Casalesi. Lo stesso Letizia ha rapporti con i politici come Nicola Cosentino,i contatti erano finalizzati a vincere le gare di importanti opere pubbliche”.

Infine,Lui­gi Guida, 53 anni, boss del rione Sa­nità di Napoli che però si ritrovò nel casertano a gestire, grazie ad un patto con il boss Bidognetti, l’omonima fazione dei casalesi. Guida, detto “‘O Drink”,ha confermato le parole di Vas­sallo a proposito dei suoi incontri con uomini politici della zona per discu­tere di appalti e rifiuti.

LA CENTRALE DI SPARANISE. Sotto i riflettori anche la centrale elettrica di Sparanise, in provincia di Caserta, un impianto da 800 megawatt entrato in funzione nel 2007.Secondo un’inchiesta apparsa un anno fa su “L’Espresso”, alla fine di un complesso giro societario la Scr, legata a Giovanni Cosentino, uno dei fratelli del parlamentare, ha guadagnato 10 milioni di euro in un sol colpo con la vendita dei terreni dell’area e si è garantita un flusso di un milione di euro all’anno.

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