Italia

Celli: “Figlio mio vai via dall’Italia”

Pier Luigi CelliROMA. E un altro cervellone andrà via dall’Italia, portando così via quelle poche risorse che restano e che darebbero forse quella spinta necessaria al miglioramento del Paese.

Il direttore dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, Pier Luigi Celli, rivolge a suo figlio e in toto ai giovani italiani un appello,attraverso una lettera pubblicata sul quotidiano “La Repubblica”. Dalle parole ricche di sofferenza e rammarico, emerge un quadro rovinoso dell’Italia dei nostri tempi. L’ex direttore Rai chiede infatti al figlio 23 enne di abbandonare il suo paese, “posto in cui non è possibile stare con orgoglio”. E il giovane è incline con quanto dichiarato dal padre.

Le critiche mosse al nostro paese sono pesanti: non offre possibilità, né spazi con impieghi lavorativi, opportuni e garantiti per i nostri giovani. In Italia, che ha smesso di essere il bel paese, dove chiunque, istruiti e non, 40 anni fa poteva guadagnarsi da vivere in qualche modo, non offre più certezze e non è in grado di rispondere a quelle che sono le necessità del suo popolo: se hai le conoscenze culturali utili, se sai, non hai ancora nulla. Ti serve altro: sei vuoi “essere qualcuno” nel mondo del lavoro, se vuoi realizzarti ed essere sereno, confidando in un eventuale futuro certo, in modo onesto e prendendoti solo quello che è tuo”. Puoi realizzare i tuoi sogni solo se appartieni al mondo politico o sei affiliato a qualche clan.

“Il nostro paese – continua il direttore -bada alle apparenze senza considerare la sostanza: non conta che sei pulito giuridicamente. Se ti guardi intorno puoi solo deprimerti”. Il genitore, quindi, non è stato in grado di realizzare, suo malgrado, quel contesto in cui i giovani cervelloni avrebbe potuto muoversi. “Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché” conclude Pier Luigi Celli.

Le parole di questo padre in pensiero per il futuro del proprio figlio hanno fatto riscuotere non poca attenzione da parte dell’opinione pubblica. Dal blog del quotidiano è emerso che molti hanno giudicato veritiere tali considerazioni. Ma non sono mancate anche le critiche, soprattutto da parte di coloro che hanno considerato la posizione di Celli troppo radicale ed estremista, quasi ipocrita. Le accuse, troppo pesanti, mosse nei confronti del nostro Paese, si presentano “infondate”, nel senso che non possano partire da quell’elite, da quella parte della nazione che, se vuole, può muovere le redini di tutto. La verità starà nel mezzo?

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