Italia

Camorra, sequestrati beni per 50 milioni nel casertano

carabinieriCASERTA. Nuovo colpo contro la camorra casertana, alla quale i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno sequestrato beni mobili, immobili, quote societarie e conti correnti per un valore di oltre 50 milioni di euro.

L’operazione è scattata all’alba di martedì, quando i militari, guidati dal comandante Crescenzio Nardone, hanno eseguito i provvedimenti, emessi dal gip del tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Dda partenopea Federico Cafiero de Raho e Raffaello Falcone, nei confronti di numerosi affiliati e fiancheggiatori dei Farina-Martino-Micillo di Maddaloni, nonché dei Casalesi e dei Belforte di Marcianise.

L’indagine, avviata nel 2006, ha già permesso di conseguire importanti risultati processuali, concretizzatisi nell’esecuzione di 14 fermi nel novembre 2006 e l’emissione di 31 ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite il 17 marzo scorso dai carabinieri di Caserta. I provvedimenti cautelari hanno consentito sostanzialmente di disarticolare la compagine camorristica maddalonese, facendo luce anche sugli omicidi di Angelo Amoroso e Angelo Cortese, entrambi compiuti nel 2006, e numerose estorsioni a danno di imprenditori e commercianti del comune di Maddaloni e zone limitrofe. A ciò si aggiungeva poi la cattura dei latitanti Clemente D’Albenzio, ritenuto elemento apicale del sodalizio mafioso e referente, all’interno dei maddalonesi, del clan Belforte di Marcianise, e Carmine Natale, anello di congiunzione tra il clan dei Casalesi ed il sodalizio criminale maddalonese.

Il costante monitoraggio da parte della magistratura e delle forze dell’ordine del territorio di Maddaloni permetteva, inoltre, di stroncare sul nascere il tentativo di ridare nuova linfa vitale al sodalizio camorristico operante in quella zona, attraverso la rideterminazione dell’organigramma del clan. E’ di soli alcuni giorni fa l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque affiliati, tra cui l’attuale reggente, Vincenzo Ferraro, detto “Sartana”, che avevano posto in essere tentativi di estorsione a danno di imprenditori e dell’amministrazione comunale di Maddaloni. Contestualmente, veniva condotta una puntuale e penetrante attività per individuare e ricostruire le consistenti disponibilità di beni, di cui gli associati al clan calatino disponevano, acquisiti con i proventi delle attività illecite. Dalle indagini patrimoniali emergeva, quindi, come già avvenuto per altri sodalizi criminali del casertano, l’ingente disponibilità di beni e di denaro acquisiti mediante il reimpiego dei capitali provenienti dalle estorsioni, ma anche da altre attività, come il monopolio nella gestione dei videogiochi ed il traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

La misura cautelare patrimoniale ha peraltro interessato alcuni soggetti legati al clan dei casalesi ed altri affiliati al clan Belforte, gruppi che, alternativamente nel tempo, sono stati alleati dei maddalonesi nella gestione delle attività estorsive.

Il sequestro è stato eseguito nei comuni di Maddaloni, Caserta, Capodrise, Ruviano, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Castel Volturno. Sono stati sottoposti a sequestro numerosi appartamenti, ville, autorimesse, terreni, fabbricati rurali, fabbricati in costruzione, imprese individuali, capannoni industriali, locali commerciali, auto e moto, nonché conti correnti e depositi bancari, per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.

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