Italia

Approvata la liberalizzazione dell’acqua. Scontri in Parlamento

Acqua

ROMA. Dovrà essere convertito in legge, entro il prossimo 24 novembre, il “Decreto Ronchi” che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici, compresa l’acqua.

Il dl, che dà molto spazio ai privati, continua a creare disordini in Parlamento, ponendo ancora una volta l’una contro l’altra maggioranza e opposizione. Infatti, il provvedimento legislativo prevede che le amministrazioni locali affidino, in seguito a gare d’appalto, la gestione dei servizi pubblici, ad esclusione dei trasporti ferroviari e della distribuzione dell’energia elettrica, a società private. Non ci sarà spazio, se non in casi eccezionali, per le società pubbliche o gestite dall’ente locale. Contraria e categorica la reazione dell’opposizione che contesta i velocissimi tempi di affermazione del decreto, che poteva essere discusso per ancora una settimana in Camera. E Michele Vietti dell’Udc denuncia invece che “il testo è stato per troppo tempo sotto l’esame del Senato”.

La Lega, dal canto suo, però non nasconde i propri dubbi, in quanto, pur concedendo la fiducia, avrebbe preferito modificare il testo del decreto “per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica”.

“Inizieremo una raccolta di firme per i referendum per dire No all’acqua privata e Sì a quella come bene comune e per dire No al nucleare e Sì al solare”. Così, Angelo Bonelli, esponente dei Verdi, propone un referendum per lasciar scegliere al popolo, in quanto, come ritiene Marina Sereni del Pd, “solo pochi grandi gruppi faranno affari d’oro a discapito dei cittadini che subiranno l’aumento delle tariffe dell’acqua”.

Secondo i dati forniti da Federutility, l’Italia gode, relativamente alla tariffazione dell’acqua,degli indici tra i più bassi: per quest’anno la tariffa media è stata di circa 1,29 euro al metro cubo, gravando sulle famiglia italiane con un importo medio di 177 euro per 200mc di acqua per consumo medio annuo. Si attende così per il 19 novembre il voto di fiducia seguito da quello finale previsto per la prossima settimana, dopo le dichiarazioni in diretta tv.

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