Esteri

Filippine, il massacro non ferma la candidatura di Mangudadatu

ManilaMANILA. Andal Ampatuan Jnr, sindaco della provincia meridionale di Maguindanao, nel sud delle Filippine, è stato incriminato per il massacro in cui lunedì hanno perso la vita 57 persone.

Lo ha dichiarato il segretario alla Giustizia, Agnes Devanadera, ai giornalisti. “Era uno di quelli che ha dato le istruzioni, che ha fermato il convoglio e che ha aperto il fuoco”, ha detto il segretario, spiegando che su Ampatuan pesano sette capi di imputazione per omicidio plurimo.

Intanto, nonostante la morte della moglie, l’uomo politico bersaglio della strage, Esmael Mangudadatu, ha presentato la sua candidatura a governatore della provincia di Maguindanao: “Solo la morte potrà fermare la mia candidatura”. Un convoglio di 50 mezzi scortato da soldati e poliziotti lo ha portato all’ufficio per la candidatura, e ha percorso la stessa strada lungo la quale lunedì la moglie e decine di giornalisti sono stati fermati da un centinaio di uomini armati che li hanno uccisi.

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