Campania

Indagine Soresa, sequestrati beni per 3 milioni di euro

Guardia di Finanza NAPOLI. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore di oltre 3 milioni di euro, fra titoli, un immobilee denaro, alla Soresa, società partecipata dalla Regione Campania incaricata di gestire la cartolarizzazione del debito sanitario.

In particolare, il sequestro colpisce le società “Carrington and Cross” di Omar Scafuro e la “Fmg and partner Corporate Advisor” di Giancarlo Piccirillo, che, assiestendo Soresa e Regione,dovevano occuparsi della fase esecutiva della ristrutturazione del debito sanitario, e che avrebbero invece emesso fatture per operazioni inesistenti.

La So.re.sa, attraverso la complessa procedura finanziaria della cartolarizzazione, che prevede la trasformazione dei crediti in strumenti finanziari, si è avvalsa di una cordata di banche (Banca Calyon spa, Credit Suisse e Lehman Brothers) che hanno finanziato l’operazione di acquisto dei crediti vantati nei confronti dell’Azienda sanitaria.

Successivamente altre società come “Carrington and Cross”e “Fmg and partner Corporate Advisor”avrebbero dovuto occuparsi della fase esecutiva della ristrutturazione del debito, riguardante l’assistenza della So.re.sa. e della Regione Campania nel processo di determinazione dell’ammontare complessivo del deibito sanitario della Regione, l’accertamento dello stesso da parte degli istituti sanitari e fornendo una piattaforma informatica per la gestione della trasmissione dei dati sui crediti effettuati con personale altamente qualificato.

SAGLIOCCO CONVOCA SANTANGELO E VERTICI SORESA. Il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Sagliocco, presidente della commissione Trasparenza della Regione, annuncia che convocheraà nei prossimi giorni l’assessore alla Sanità Mario Santangelo e i vertici della Soresa di oggi e di ieri (con il direttore generale Tancredi, dunque, anche il dimissionario presidente professor Sandulli) perché riferiscano in ordine alle diverse questioni che le disposizioni della Procura di Napoli emesse oggi sono tornate a riaprire. “Questioni, ricorda Sagliocco – che in molti casi furono anticipate nella relazione di minoranza della Commissione di Indagine conoscitiva istituita tre anni fa dal Consiglio Regionale a seguito di numerose denunce di alcuni consiglieri di opposizione. Una Commissione, va pure ricordato, che concluse frettolosamente e a maggioranza i suoi lavori, e con un nulla di fatto. E che pertanto, ritengo, andrebbe ricostituita senza indugio, atteso che, come dimostra l’azione della magistratura, la politica regionale ha perso tre ani per fare chiarezza. In questo senso credo sia doveroso esprimere la solidarietà piena a tutti quei giornalisti che quando esplose lo scandalo Soresa furono minacciati di querela da diversi soggetti a vario titolo chiamati in causa dalle polemiche al solo scopo di intimidirli per tentare, evidentemente in modo maldestro, di censurare l’operazione verità che giustamente stavano compiendo nell’interesse dei cittadini”.

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