Aversa

La ‘Parente’ vince il Premio “Settimana della Memoria per la Pace”

 AVERSA. Per la ventina di allievi della classe III^ F della scuola media “G. Parente” presenti in Cattedrale domenica sera non è stato per nulla facile trattenere i gridolini di gioia alla notizia della vittoria.

Naturalmente non parliamo di quella, storica, del Napoli a Torino (che pure ha avuto ripercussioni in Duomo), ma del I premio vinto dagli allievi della Parente al concorso indetto dal comune di Aversa in relazione alla “Settimana della Memoria per la Pace” in ricordo dell’eccidio di Cefalonia del 1943.

I giovani studenti si sono contraddistinti in particolare nella sezione cartellonistica con lavori che hanno suscitato l’interesse e il plauso dell’intera giuria presieduta dal professor Romano.

 «Il fatto che questi ragazzi abbiano dato il meglio di sé con i cartelloni – spiega la professoressa Stefania Cecala, che ha seguito il lavoro degli allievi – indica chiaramente la loro capacità di esprimere sentimenti ed emozioni con linguaggi diversi da quello verbale canonico e il possesso di una fervida fantasia, segnale di spontaneità e naturalezza».

Gli allievi hanno provato anche la forte emozione di incontrare un reduce di Cefalonia: l’86enne Vincenzo Ronza, O.C. della Divisione Acqui di stanza a Cefalonia, era attendente del sottotenente medico Lampitella ed è stato “scovato” presso la casa di cura “Sagliano” dal dottor Antonio Lampitella. Il reduce, visibilmente commosso, si è amabilmente trattenuto con gli alunni ai quali non pareva vero di esser di fronte ad uno dei protagonisti della storia da loro rappresentata nei cartelloni premiati che saranno oggetto, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, di una mostra documentaria.

«Sono sempre più frequenti – ha ammesso il dirigente scolastico, professoressa Enrichetta Ferrara, assente alla premiazione perché febbricitante – i segnali positivi trasmessi dagli allievi della scuola che mi onoro di dirigere. Ciò sta a significare che la Parente, a dispetto di chi la considera, spesso strumentalmente, una scuola allo sbando, può non solo contare su docenti validi ed energici ma su alunni che, pur avendo a disposizione mezzi limitati riescono, con entusiasmo e passione ad ottenere risultati che inorgogliscono».

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