Sant’Arpino

Primarie, il Pd contro la candidatura di Lettera

 SANT’ARPINO. La sezione del Partito Democratico di Sant’Arpino unanimemente approva il seguente documento di protesta e informa di non aver mai accettato l’iscrizione di Salvatore Lettera nel Pd di Sant’Arpino, …

… né tantomeno riconosce la candidatura nella lista regionale per le Primarie del medesimo soggetto, nei confronti del quale è ancora pendente un ricorso presentato all’attenzione della direzione provinciale come di seguito riportato:

Perché si abbia una migliore comprensione della nostra posizione intransigente, infatti, e di tutta la incomprensibile vicenda è opportuno partire proprio dal documento che in data 13 settembre questa sezione inoltrò alla direzione provinciale e regionale in ordine alla sanatoria di una richiesta di tesseramento avanzato “irritualmente”.

In tale documento si faceva presente alla Direzione Provinciale che: “La richiesta di adesione al Partito Democratico avanzate via ‘on line’ confermava le perplessità e le ragioni delle nostre preoccupazioni, indicate nel documento che il Coordinamento fece avere alcuni giorni prima della convenzione provinciale in ordine a quanto dichiarato dai rappresentanti dei tesserati on line. In via preliminare si fece rilevare che alcuni dei sottoscrittori delle adesioni facevano capo a Salvatore Lettera (e il particolare non è irrilevante se si osserva che il soggetto ha tenuto e tuttora tiene un comportamento politico che contraddice in radice la loro stessa dichiarazione di adesione) consigliere comunale e sostenitore dichiarato dell’attuale Amministrazione comunale di Sant’Arpino, organicamente inserito nella stessa con incarichi operativi e deleghe “ad hoc”. Amministrazione che senza ombra di dubbio per quantità e qualità dei componenti si può iscrivere nell’orbita del centrodestra.

Il sindaco Eugenio Di Santo è attualmente un “apolide”, il vicesindaco Rodolfo Spanò è il coordinatore territoriale del Pdl (ex An), il presidente del Consiglio Antonio Guarino è dell’Udeur, il vicepresidente del Consiglio Alberto Plazza è il responsabile di un Circolo della Pdl (ex Forza Italia), l’assessore al Commercio Gianluca Fioratti è del Pdl (ex An), l’assessore al Cimitero Aldo Zullo è dell’Udeur, l’assessore alla Pubblica istruzione Giuseppe Lettera è vicino all’Udc.

“Per quanti sforzi si siano compiuti nel valutare le richieste di adesioni in questione è risultato difficile, se non impossibile, individuare motivazioni e ragioni per decidere favorevolmente su di esse, stante la contraddizione in radice tuttora irrisolta. Ma la lettura e la composizione delle richieste di adesioni hanno ampiamente spiegato il perché di tale atteggiamento e hanno implicitamente avvalorato quella che è una nostra irremovibile posizione: non si possono servire due padroni! O si è nel Partito Democraticoa tutti gli effetti e con le conseguenti responsabili scelte o si resta attestati sulla posizione di sostegno ad una Amministrazione di centrodestra e, allora, non si può stare nel Partito Democratico. Quale credibilità potremmo avere, specialmente rispetto ai giovani e alle “nuove” adesioni, se consentissimo il permanere di una tale ambiguità, che peraltro non ha alcuna motivazione politica di esistere? Non si può trascurare il fatto che ancora oggi persistono atteggiamenti e comportamenti del predetto soggetto di aperta e dichiarata ostilità nei confronti non solo del gruppo consiliare del Partito Democratico, ma perfino della Direzione della locale sezione territoriale”.

Adesso, paradossalmente, Lettera viene addirittura candidato nel collegio regionale 2, quale premio per la sua incoerente condotta e persistendo il suo atteggiamento di sfida nei confronti del Pd con la permanenza e con incarichi operativi nella giunta di centrodestra. Questa sezione ritiene che con tale assurda decisione si siano passati tutti i limiti consentiti. Non si può giocare eternamente sull’ambiguità, non si può invocare il cambiamento ed il rinnovamento e poi prestarsi a giochi di basso cinismo politico e permettere la candidatura di Salvatore Lettera, perennemente in contrasto con la politica della locale sezione, e che oltretutto, forte delle irresponsabili ed incomprensibili coperture, ha anche la sfrontatezza di proclamare la sua “intoccabilità”. Un soggetto, ripetiamo, iscritto “irritualmente” al Pd, che sul piano locale continua a contrastare sostenendo tutte le iniziative e gli attacchi che la maggioranza di centrodestra muove al Pd, e che viene candidato in una lista alle regionali per il Congresso con la chiara e aperta intenzione di una provocatoria sfida, fidando appunto sulle irresponsabili coperture di qualche dirigente del partito, che con un gesto altrettanto irresponsabile gli consente di candidarsi alle primarie nella lista regionale grazie a inspiegabili ed incomprensibili coperture.

Non erano del tutto infondate le preoccupazioni di Pier Luigi Bersani sul rischio di una presenza inquinante nel voto degli elettori nelle primarie, che, nel caso di specie a Sant’Arpino, si concretizza in un possibile sostegno al Lettera del voto di una “corte dei miracoli” che nulla ha a che vedere con i valori e gli ideali del Partito Democratico. Chi ci assicura che una parte consistente del centrodestra per ragioni prettamente localistiche non si iscrive a votare e a sostenere l’ambiguità del Lettera? Questa candidatura, e chissà se non ve ne siano altre, è un vero e proprio scandalo che offende chi nel rinnovamento e nel cambiamento aveva veramente creduto.

Si tratta di inverare nella prassi i comportamenti previsti e sanciti dal Codice Etico e dallo Statuto. Nei confronti del Lettera nessuna preclusione di carattere personale. Si chiede agli organi di garanzia del Partito, e soprattutto ai candidati alla Segreteria nazionale, di intervenire affinché non si consuma uno scempio che sicuramente mina alle radici la credibilità e il radicamento del Pd a livello territoriale.

Con indignazione si afferma che questa assurda candidatura è una provocazione ed un grande esempio di immoralità politica, pertanto si chiede agli organi in indirizzo di intervenire per la risoluzione di questo grave problema politico.

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