Orta di Atella

Ad Orta è “vietato morire” nei giorni festivi

Comune di Orta di AtellaORTA DI ATELLA. Al Comune di Orta di Atella si può morire dal lunedì al venerdì, possibilmente, ma questo non è un obbligo, in orari di ufficio.

A stabilirlo sono stati i commissari prefettizi che hanno disposto la chiusura del cimitero nei giorni festivi. Una decisione che non è piaciuta al consigliere regionale Angelo Brancaccio che, dopo l’esposto sulle discariche presenti nel camposanto ortese, ha scritto una lettera ai commissari per avere delucidazioni su questo provvedimento.

“Mi sembra davvero una situazione assurda – tuona l’esponente dell’Udeur – a leggere questo provvedimento sembra che si possa decidere ora e data della propria dipartita. E’ inaudito”. In base a tale disposizione, chi ha la sventura di morire nei giorni di festa, è costretto ad essere seppellito in cimiteri dei Comuni vicini. “Questo provvedimento offende i cittadini ortesi – riprende ancora il consigliere regionale – che devono avere la possibilità di poter essere seppelliti nel loro Comune”.

L’ex primo cittadino di Orta di Atella sottolinea come, anche in questo caso, i guai non vengano mai da soli. “In questo momento, ci sono solo due spazi liberi per i inumare i defunti – ha sottolineato Brancaccio – nel caso in cui, per assenza di programmazione da parte dei commissari questi spazi si dovessero riempire, non ci sarebbe più posto nel cimitero di Orta di Atella”.

Il consigliere regionale sottolinea come comunque ci sia la strada per uscire da questa situazione disastrosa e che lui è pronto a mettere la propria esperienza di sindaco a disposizione dei commissari.

Il testo integrale della lettera ai commissari
Il sottoscritto Angelo Brancaccio, consigliere regionale della Campania e cittadino ortese, recandosi al cimitero comunale in data odierna, per ragioni personali, ha constatato suo malgrado, una serie di novità “particolari e originali” da portare, mi si scusi l’ironia, all’attenzione di Striscia la notizia. Infatti, ho appreso, con mia somma meraviglia che in questo comune non si può morire nei giorni festivi e prefestivi, ancora più singolare è che, tra qualche settimana, i poveri parenti dei defunti dovranno chiedere ospitalità o meglio asilo per i loro cari ad altri comuni della provincia o regione. Vi sono rimasti solo due e ripeto due spazi per inumare le salme e nel contempo non si è preventivamente pianificata una soluzione a questo grave problema che sicuramente scatenerà tensione civile nella cittadinanza. Ritengo presuntuosamente, come ex sindaco che la soluzione sul piano formale e sostanziale possa essere trovata e, pertanto, invito le Ssll in indirizzo ad adoperarsi per quanto di loro competenza, al fine di evitare una situazione tragicomica. Resto a vostra disposizione per eventuali chiarimenti in merito nella consapevolezza che le Ssll hanno gli strumenti adeguati per risolvere la vicenda in tempi rapidi.

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