Italia

Libertà di stampa, Minzolini: “Manifestazione assurda”

Augusto Minzolini ROMA. In un editoriale il direttore del Tg1 Augusto Minzolini si è schierato contro la manifestazione per la libertà di stampa tenutasi sabato a Roma.

Asuo giudizio in un Paese nel quale “sono finiti nel ‘tritacarne’ dell’informazione Berlusconi, gli Agnelli, De Benedetti, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo”. Secondo Minzolini l’informazione “è diventata il teatro di uno scontro di potere” e la manifestazione di Roma “fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l’Unità. Si contestano due sole querele e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento”.

Minzolini ricorda che negli ultimi anni la maggior parte delle querele contro giornalisti sono state presentate da esponenti del centrosinistra. “Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?”. In Italia, attacca Minzolini, “si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione: ci sono giornali che si considerano depositari della verità, che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi. Chi ha questa concezione – conclude – manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico”.

Immediate le reazioni del centrosinistra. “È una svolta per il Tg1. – afferma in una nota il responsabile della comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni – Il principale Tg italiano abbandona, anche formalmente, ogni profilo istituzionale e scende in campo con una polemica contro una manifestazione di forze sindacali e di opposizione cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone”. “Non ci sono precedenti di un simile stravolgimento di un telegiornale del servizio pubblico. – aggiungel’ex ministro delle Comunicazioni- Chiedo che la Commissione di vigilanza sulla Rai accerti se il direttore del Tg1 può darsi ad una militanza degna del miglior Fede”.

Per il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, “l’arroganza di talune scelte di schieramento non ha limiti, per taluno. Il resoconto del Tg1 delle 20 della grande manifestazione sulla libertà di stampa è il segnale più evidente e grave di un servizio pubblico malato che nella sua testata di punta manipola la realtà”. “Il direttore Minzolini – prosegue Siddi – può avere idee diverse da noi e ha tutto il diritto di esporle, ma il principale tg del servizio pubblico non può negare la completezza e la correttezza dell’informazione. Ignorare l’organizzazione della Federazione della stampa, ignorare e cancellare le relazioni che spiegavano cosa fosse la manifestazione per dare l’idea che anziché una giornata di libera informazione e di espressione della coscienza civile sia stata una passerella di politici dell’opposizione, che invece hanno partecipato con rispetto dell’autonomia dei giornalisti e di tutti gli organizzatori, è un’operazione miserabile, una manipolazione imperdonabile”.

Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, ci tiene invece a “ringraziare il direttore del Tg1 perché con il suo editoriale ha confermato come la libertà di informazione sia davvero a rischio. Nei paesi normali il coraggio si esprime nella capacità di criticare il potere. In Italia invece si misura nella capacità di inchinarsi di fronte al conflitto di interessi”.

In difesa di Minzolini arrivaDaniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà: “È inaccettabile che, da parte del Pd, prosegua il metodo delle minacce e delle intimidazioni contro Minzolini e il Tg1. Il fuoco di fila di dichiarazioni aggressive e minatorie della sinistra contro il direttore del Tg1 dopo il suo editoriale testimonia lo spirito fazioso di questi signori: sarebbero questi i campioni della libertà di informazione? È questo il loro metodo? Imbavagliare e aggredire chi non la pensa come loro? Si rassegnino: è finito il tempo in cui il Tg1 obbediva alle loro veline: ora, finalmente, la prima testata della Rai obbedisce agli obblighi di servizio pubblico, dà spazio a tutte le voci, ed è al servizio degli utenti, comunque abbiano votato e votino”.

Intanto, il comitato di redazione del Tg1 sconfessa il suo direttore. In un comunicato di cui è stata ottenuta l’autorizzazione dell’azienda per la lettura nel tg delle 20 di oggi, è detto che “il Tg1 non è mai stato schierato, nella sua storia, contro alcuna manifestazione. Ieri il direttore lo ha allineato contro la manifestazione del sindacato unitario dei giornalisti per la libertà d’informazione, cui ha aderito una moltitudine di cittadini”. “Il Tg1 – continua il comunicato – ha per sua tradizione un ruolo istituzionale, non è un tg di parte. E’ il Tg di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno manifestato per chiedere il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione. E cui sbrigativamente è stato detto di aver fatto una cosa ‘incomprensibile’. Il Tg1 va in tutte le case. E’ servizio pubblico e rispetta ogni opinione e sensibilità per non mettere in gioco il suo patrimonio di credibilità. Ai telespettatori che in queste ore fanno giungere le loro proteste l’impegno del comitato di redazione perché siano recuperati rispetto ed equilibrio”. Il comunicato si chiude con la richiesta ai vertici di viale Mazzini di un incontro urgente.

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