Italia

Berlusconi: “Tagliare Irap per ridurre pressione fiscale”

 ROMA. Diversi saranno i tagli messi in atto dal Governo per ridurre la pressione fiscale.

Il primo obiettivo è stato annunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi attraverso un messaggio letto dal sottosegretario Gianni Letta durante il suo intervento all’assemblea nazionale del Cna: “Abbiamo allo studio altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti: tra questi il taglio graduale dell’Irap fino alla sua soppressione.

L’operazione – ha spiegato il premier nel messaggio – potrebbe avvenire anche mediante l’elevazione della franchigia in favore delle aziende più piccole, l’estensione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nell’innovazione e nella ricerca. Il dialogo con voi su questi temi sarà, come sempre, diretto e costante perché la nostra intesa sarà sempre importante per uscire definitivamente dall’emergenza. Il governo – ha ricordato Berlusconi – per fronteggiare la crisi, anche grazie ai vostri suggerimenti, ha messo in campo le misure più idonee ed efficaci per contrastare l’emergenza e avviare le riforme strutturali necessarie per tutelare e rafforzare il sistema produttivo, a cominciare dalle imprese più piccole. Molto è stato fatto e molto faremo ancora per il vostro settore nei prossimi tre anni e mezzo della legislatura”.

La proposta del premier di tagliare gradualmente l’Irap, che è una tassa regionale nata nel 1997 che grava sulle attività produttive, non è piaciuta al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha affermato: “Il primo atto da fare è ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati: lo impone l’equità della condizione dei consumi nel paese. Poi – ha osservato – si può affrontare anche quello che riguarda le imprese. In tutti i grandi Paesi c’è una patrimoniale sulle grandi ricchezze, da noi avviene il contrario. Se mettessimo una tassa su tutte le transazioni finanziarie sarebbe un modo per fare giustizia nei confronti di chi non è stato responsabile della crisi ma ne ha subito solo le pesanti conseguenze”.

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