Italia

Berlusconi: “La stampa estera sta sputtanando me e l’Italia”

Silvio BerlusconiBENEVENTO. Dal PalaTedeschi di Benevento, a chiusura della Festa della Libertà, il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare la stampa, ma stavolta quella straniera.

Secondo il Cavaliere, “c’è un spirito anti italiano, ci sono giornali stranieri, imbeccati da certa stampa italiana, che muovono solo accuse assurde, ridicole, che fanno male all’Italia, sputtanando non solo il presidente del Consiglio, ma la nostra democrazia e il nostro Paese, danneggiando anche i nostri prodotti”. “I giornali stranieri – aggiunge – devono avere un’immagine dell’Italia che deve essere bella, forte e pura e non inquinata da tutto ciò che si dice sui giornali in queste settimane”. Per Berlusconi, infatti, “di fronte a quello che leggiamo sui giornali, alle proteste e a quelli che ti gridano ‘vergogna’ e ‘assassino’, c’è la consolazione di vedere l’Italia buona, vera, generosa e audace, che si manifesta con spirito di abnegazione e lo stiamo verificando, a partire dal miracolo in Abruzzo e in tutte le situazioni difficili”. “Non credo che si possa consentire di rivolgere infamie, improperi, insulti e volgarità a un premier eletto direttamente dal popolo, bisogna cambiare questa situazione”.

Il premier è poi tornato sulla bocciatura delLodo Alfano: “Non ho detto una parola fuori luogo.Semplicemente non si può continuare così, non si può far lavorare il Parlamento per molto tempo e poi intervenire su questa decisione negando se stessi e negando una decisione che la Corte prese quattro anni fa”.

Un attacco all’indirizzo del Pd: “Ci troviamo di fronte a un’opposizione che non si sa più cosa sia, di certo non corrisponde al suo nome, Partito Democratico. Sono ancora i comunisti di sempre, non credono nella democrazia e non credono che i cittadini possano indicare coloro che devono governare, pensano che il popolo sia un bue narcotizzato dalle televisioni e che il governo debba essere portato avanti da èlite. Un partito che vede come leader outsider l’editore dell’Espresso. I nostri gazebo sono veri, non incolonnati come succede nelle cosiddette primarie del Pd”.

E un altro contro i magistrati: “Venendo qui e leggendo i giornali mi sono chiesto cosa davvero sia cambiato dal 1993, quando l’intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti protagonisti di quei partiti furono costretti a lasciare, qualcuno anche l’Italia. Mi sono risposto che oggi, di diverso, c’è il fatto che abbiamo il consenso del 68% degli italiani e il fatto che abbiamo il Popolo della libertà: insomma di diverso ci siamo noi. Nel 1994 ho dovuto dimettermidopo l’avviso di garanzia: “Stanno cercando di fare ora la stessa cosa, ma state sereni su questo, non accadrà, non c’è nessun dubbio; vi do la più ampia garanzia che porteremo a termine mandato che ci è stato affidato dagli italiani”.

Poi il tema della mafia: “Nessun governo ha mai fatto quanto questo nel contrasto alla mafia. Ho detto a Maroni che se passerà alla storia se sconfiggerà quella patologia dell’Italia che ci perseguita da sempre”.

A fare da cornice, così come è successo ai funerali di Stato delle vittime dell’alluvione di Messina, i cori pro e contro il premier. Un militante del Pdl, presente in platea, ha gridato “Silvio Santo subito” e Berlusconi ha ironicamente risposto: “Subito no, aspettiamo”. Una donna ha invece gridato che il presidente del Consiglio e governo devono andare a casa. Berlusconi ha replicato: “Non seguiamo il cattivo esempio di chi grida ‘fuori il governo da palazzo Chigi’, non rispondiamo, noi siamo liberali”. Fuori dal PalaTedeschi, poi, decine di manifestanti ed esponenti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil di Benevento che chiedevano di incontrare il premier.

Il Cavaliere, inoltre, ha citato gli ultimi sondaggi in suo possesso: “Nei miei confronti c’è il 68% dei consensi. Dobbiamo essere sereni perché il governo sta lavorando bene”.

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