Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Ferraro: “Il nuovo Udeur sarà all’insegna della concretezza”

Sebastiano FerraroCASAL DI PRINCIPE. “Il tempo nuovo dell’Udeur casertano deve essere un tempo di concretezza. Pochi temi, pochi argomenti, ma importanti”.

Lo afferma Sebastiano Ferraro, consigliere comunale dell’Udeur e in lizza per la candidatura alla carica di consigliere provinciale, già ricoperta nell’ultima amministrazione De Franciscis.

“Bisogna soprattutto presentare le nostre idee e i nostri propositi ai cittadini, avendo chiari quelli che sono i problemi e i tempi di risoluzioni. I programmi faraonici non servono a nulla. La gente non è stupida, Non ci crede. Invece, dobbiamo concentrare i nostri sforzi su due o tre emergenze, avendo chiaro il proposito che entro uno, due, massimo tre anni dobbiamo presentarci alla stessa ora e allo stesso posto in cui abbiamo promesso per dire: ecco, amici quello che abbiamo fatto. Magari non siamo riusciti a ottenere il cento per cento di quello che ci eravamo impegnati a fare, ma il 50% sì, è quello che siamo riusciti a fare per provare a onorare quello per cui voi ci avete delegato. E domani ripartiamo a testa bassa per ottenere l’altro 50 per cento. Questo è il metodo per recuperare le fiducia delle persone nei politici e, più in generale, nella politica”.

“E allora riflettiamo un attimo, amici, su quello che la gente di questa terra, che le gente dell’agro aversano vuole, quello per cui è preoccupata. La salute, l’ambiente, il futuro dei propri figli, la legalità. Lo so che si tratta di problemi enormi, ma noi abbiamo il dovere di incamminarci, di concentrare tutte le nostre forze per provare quanto meno, non dico a risolvere, ma a cominciare a migliorare la condizione di vita delle persone. Noi (intendendo per noi gli amici dell’Udeur e quelli che con me stanno condividendo l’azione politica dell’opposizione democratica a Casal di Principe) abbiamo lottato un’estate intera affinché Casale, già afflitta da tanti mali, non fosse considerata un luogo in cui a chiacchiere si dice di voler costruire il tempo nuovo della prosperità e della legalità, nei fatti si continua a considerarlo un posto di serie C, dove si possono sversare i tre quarti dei rifiuti della provincia di Caserta a cinque chilometri dal centro cittadino in due impianti a vergognoso impatto ambientale, che ci hanno regalato mesi tremendi di cattivi odori nauseanti e di inquinamento ambientale certo”.

“Bene, su queste cose, l’Udeur deve essere intransigente. Quello dei rifiuti è un problema che va affondato con senso di responsabilità e spirito collaborativi. Ma non è possibile che a collaborare debbano essere sempre le popolazioni dell’agro aversano. L’Udeur deve diventare protagonista di una proposta innovativa, in cui tutti i territori forniscano il proprio apporto, in cui tutti i territori contribuiscano in quota parte a fronteggiare le passività del trattamento dei rifiuti e in cui tutti i territori possano, proporzionalmente alla loro rappresentazione demografica, gratificarsi degli eventuali vantaggi e degli eventuali ristori”. “Noi tanto abbiamo dato e tanto abbiamo subito e ora siamo stufi di dare e di subire soltanto. Si fa un bel parlare di riscatto, di lotta alla legalità, di nuova coscienza civile dei cittadini. Ma se queste cose vanno perseguite e realizzate aiutando l’attività delle forze dell’ordine che contrastano la criminalità, anche fornendo al territorio, ai giovani delle risposte concrete, delle alternative possibili alle tentazioni del soldo facile che la criminalità stessa può offrite. E allora, occorre che le istituzioni ci stiano vicine. Certo, i soldi pubblici non vanno buttati via, dato che il momento è quello che è e di risorse non ce ne sono tantissime. Ma come abbiamo dimostrato, nel periodo in cui ho esercitato la funzione e il servizio di consigliere provinciale, soprattutto grazie all’attenzione, alla dedizione e alla disponibilità mostrata dal consigliere regionale Nicola Ferraro (che ringrazio pubblicamente per questo), qualcosa si può fare. L’importante è dire: questi sono i soldi, queste sono le risorse, che servono esattamente a fare questa strada, a migliorare questo servizio, questa infrastruttura, a implementare questa attività aziendale. E aggiungere: tutto ciò deve avvenire in questi tempi. A quel punto tutti i processi saranno trasparenti e chiunque, ogni cittadino potrà controllare se la politica è riuscita a mantenere le promesse e se i soldi sono stati spesi in maniera lecita e giusta o meno”.

“Ma, detto questo, non si può seriamente pensare di combattere l’illegalità solo con la forza dell’azione di repressione, che resta, comunque, essenziale. Sono le stesse forze dell’ordine a sostenerlo, sono gli stessi magistrati che combattono ogni giorno ad affermare che le condizioni sociali di difficoltà rappresentano il terreno fertile per lo sviluppo del crimine”.

“Ci sono poi le scelte politiche del partito. Non voglio certo ostentare le mie decisioni, ma mi piace ricordare a bassa voce che ben prima che l’Udeur decidesse di allearsi con il Pdl io, in Consiglio provinciale, avevo già deciso di passare definitivamente all’opposizione, dato che avevo ben compreso quanto inconsistente fosse la capacità del Pd, scosso da mille risse quotidiane, e del centrosinistra di fornire risposte di governo ai problemi dei cittadini casertani e, soprattutto, ai cittadini dell’agro aversano che io mi onoravo di rappresentare. L’accordo di oggi con il Pdl è strategico, forte e, da parte nostra leale. Ma l’Udeur, in Campania, in provincia di Caserta, è un partito radicato nel tessuto sociale. Ha pieno diritto di rappresentarsi e di rappresentare le proprie idee in maniera autonoma, collegandole a quelle degli alleati, e rivendicando le specificità del suo tessuto ideale e dei suoi programmi. Agli amici del Pdl regaliamo la nostra serietà, la nostra esperienza, i nostri voti e la nostra lealtà. Ma eguale lealtà ed eguale considerazione ci aspettiamo da parte loro. Non siamo subalterni culturalmente e non lo saremo nemmeno politicamente. Questo sia chiaro”.

“La conclusione è un proposito: lavorare, lavorare e lavorare ancora al servizio della nostra gente, dei nostri figli, affinché il loro futuro sia migliore di quella che è stata ed è la nostra vita. Buon lavoro, dunque, a tutti e viva l’Udeur”.

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