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Devastante tromba d’aria a Santa Maria la Fossa

 SANTA MARIA LA FOSSA. Nel buio, prima dell’alba, intorno 5 di venerdì mattina, s’è scatenato l’inferno. Fra lampi, tuoni e pioggia battente una violentissima tromba d’aria ha colpito il centro urbano fossataro.

Devastante la furia del vento che, secondo Salvatore Giusti del Nucleo operativo comunale (Noc) di Protezione civile, sarebbe partito con una forza tremendadalle zone poderali, a sud del paese, per concentrarsi in pochi istanti sul cuore antico di Santa Maria la Fossa.

La devastazione maggiore si è verificata a Via Portoni, dove, nei pressi di varie case spietatamente scoperchiate, è caduto un muro perimetrale di un sottotetto (della famiglia Bovenzi) che ha schiacciato un trattore e due auto (una Seat Toledo ed una Fiat 600) di proprietà Mirra. Dappertutto pietre, lastre di vetro, tegole rotte, piante sradicate ed ogni altro oggetto spazzato dalla bufera che ha provocato altri consistenti danni specialmente a Via Marconi.

 Immediato l’intervento dei volontari del Noc, il generoso gruppo guidato dal tenace Peppino Pasqualino, ma è stato il sindaco in persona, Antonio Papa, ad allertare i Vigili del Fuoco, sicché dalle 8 in poi il “caposquadra della 1^ partenza” di Caserta ed i suoi addestratissimi uomini, hanno potuto coi loro potenti mezzi dare avvio ad una paziente e indispensabile opera di messa in sicurezza. Ore ed ore di lavoro per ripristinare la stessa agibilità del traffico. Una così potente calamità naturale non si registrava da molti anni a Santa Maria la Fossa, Comune-martire dell’emergenza-rifiuti in attesa di ingenti somme di “ristoro” da parte del Commissariato straordinario targato Bertolaso onde poter compensare, almeno nelle più evidenti urgenze, lo scempio subito, e procedere alle necessarie bonifiche per il ripristino dei luoghi. Purtroppo “è piovuto sul bagnato”: infatti, la tromba d’aria si è abbattuta sul paese, determinando danni ulteriori che, stando ad una prima stima, ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro. Per fortuna, non si sono contate vittime: al momento del ciclone la gente era ancora a dormire. Qualche ora più tardi il bilancio sarebbe stato ben più grave, giacché sarebbe stato difficile trovare scampo all’aperto in quella terribile tempesta.

Dirimpettaia della famiglia Bovenzi, la signora Cristina Grasso, nella tarda mattinata, segnalava al figlio altri punti danneggiati della loro casa vistosamente scoperchiata: tutto da rifare il tetto. E mentre agivano i pompieri, numerosi nuclei familiari, dopo i rilievi fotografici realizzati dal Noc in collaborazione con l’Ufficio tecnico comunale, hanno mobilitato le imprese edìli locali e dei Comuni viciniori per provvedere alle più urgenti riparazioni sotto la pressione meteorologica che restava inclemente. Naturalmente gli edifici più vecchi hanno resistito meno alla potenza distruttrice della tromba d’aria che tuttavia non ha risparmiato neppure stabili piccoli e grossi di recente costruzione.

inviato da Raffaele Raimondo

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