Aversa

Moscati, trasferimento specialista: Sagliocco avvia accertamenti

Giuseppe SaglioccoAVERSA. Il trasferimento, interno all’ex Asl Ce2, di uno specialista dall’unità di nefrologia ed emodialisi del “San Giuseppe Moscati” a quella del “Melorio” di Santa Maria Capua Vetere potrebbe fare cadere qualche testa.

E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pdl Giuseppe Sagliocco, presidente della Commissione di Controllo degli Atti degli Enti Locali. L’azzurro intende fare chiarezza sulla vicenda che non avrebbe seguito l’iter ordinario in tema di trasferimenti del personale all’interno di una medesima azienda sanitaria.

“L’azione messa in atto trasferendo personale dell’ospedale di Aversa dimostra – afferma Sagliocco – come non si abbiano idee chiare sul modo di potenziare la rete ospedaliera dell’Azienda Sanitaria di Caserta in cui ricade l’ex Ce2 e quindi il Moscati che è il nosocmio più importante dei nove in carico all’Asl, come affermato dallo stesso commissario straodinario Gambacorta”.

“Impoverire il Moscati senza arricchire nell’offerta assistenziale il Melorio di Santa Maria Capua Vetere è – aggiunge – una scelta che non ha alcun significato pratico. Una scelta incomprensibile che fa obbligo e mi obbliga ad intervenire per individuare le motivazioni e l’autore o gli autori di un provvedimento che va contro la qualità di assistenza erogabile dal Moscati, senza concretamente aggiungere nulla al Melorio che, tra l’altro, è fra gli ospedali dismessi della legge 16”.

Infatti, la legge regionale numero 16 del 28 novembre 2008 prevede che, entro sei mesi dalla pubblicazione, gli ospedali di Capua e Santa Maria siano dismessi, restando nella disponibilità dell’Azienda per essere riconvertiti. In questa ottica togliere uno specialista all’unità operativa di nefrologia ed emodialisi del nosocomio di Aversa che (come si legge nel sito dell’Asl Ce) ha 10 posti letto (8 ordinari e 2 per urgenza) per assegnarlo all’ospedale di Santa Maria che ha un solo posto letto per day surgery ha, come osserva l’onorevole Sagliocco, l’unico effetto di ridurre l’assistenza erogabile all’utenza del Moscati senza far crescere quella disponibile per l’utenza del Melorio. Perchè a conti fatti lascia scoperte ben 34 ore di attività emodialitica settimanali, obbligando il responsabile dell’unità operativa a scegliere se ridurre l’assistenza ospedaliera o quella ambulatoriale, garantite entrambe dai tre specialisti in organico, ridotti a sole due unità dal trasferimento avvenuto nei primissimi giorni del mese.

“Purtroppo le cose stanno proprio così” affermava Domenico Del Piano, dirigente del servizio confermando la notizia arrivata da pazienti in attesa di trattamento. Considerando che, con lo stesso (già scarso) personale, l’unità operativa garantisce assistenza all’utenza del Moscati ogni giorno, dalle ore 8 alle 20, e assicura quattro turni di dialisi, dal lunedì al sabato, all’utenza dell’ambulatorio distrettuale (l’unico ambulatorio dialitico pubblico esistente nell’Asl) presente in via Santa Lucia, con la riduzione di una unità medica c’è necessità di stabilire quale delle due strutture dovrà praticamente chiudere i battenti. Chiudere, perché accanto alla riduzione di personale dovuta al trasferimento di uno dei tre specialisti c’è da considerare l’obbligo imposto agli stessi di coprire anche dei turni di servizio nel pronto soccorso del presidio, dove sono impiegati tutti i sanitari del Moscati per coprire i vuori creati dalla grave e predurante carenza di personale.

“Questi – riprende Sagliocco – sono fatti ben noti. Fatti che chi ha disposto il trasferimento avrebbe dovuto considerare prima di dare via libera”. “Ecco perché – conclude – esamineremo con attenzione l’iter seguito e agiremo di conseguenza”.

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