Aversa

Morte Luigi Ciaramella, i genitori denunciano Provincia ed Enel

Luigi CiaramellaAVERSA. I coniugi Ciaramella denunciano l’Amministrazione Provinciale di Caserta e l’Enel. I due enti, a loro avviso, sarebbero corresponsabili della morte del 19enne Luigi, …

… figlio adottivo della coppia, deceduto il 31 luglio 2008 a seguito di un incidente stradale avvenuto in località “Madonna di Pantano” sulla provinciale Trentola-Ischitella.

A giustificare la tesi sarebbero i risultati delle perizie eseguite da esperti del settore dell’infortunistica stradale, contattati dai coniugi, che avrebbero dimostrato come la causa della morte del giovane andrebbe attribuita all’impatto dalla sua autovettura contro un palo di sostegno della rete elettrica di media tensione di proprietà dell’Enel, collocato a 1 metro e 65 centimetri dalla sede della carreggiata.

Secondo la ricostruzione dei Ciaramella, l’auto, dopo essere stata colpita sul lato destro da un veicolo, rimasto sconosciuto, proveniente da un varco di accesso ad un fondo agricolo che si immetteva sulla sede stradale, sarebbe finita sul palo causando la morte di Luigi. U

na dinamica che, stando ai rilievi dei periti di parte, giustificherebbe quanto sostengono gli avvocati Lorenzo Mastroianni e Antonio Zaccariello nell’atto trasmesso ai dirigenti degli enti interessati. Responsabili, per i legali della famiglia Ciaramella, l’uno di aver autorizzato, l’altro di avere materialmente installato in maniera irregolare il palo sul quale si è schiantata l’autovettura.

“La responsabilità dell’evento mortale è imputabile anche alla Provincia di Caserta per avere consentito alla società Enel Distribuzione s.p.a. la installazione di un palo di sostegno della rete elettrica di media tensione, collocato a circa un metro e sessantacinque centimetri dalla sede della carreggiata”, scrivono all’Amministrazione Provinciale di Caserta. Mentre all’Enel fanno osservare che “la responsabilità dell’evento mortale è imputabile anche all’Enel Distribuzione spa per avere installato un palo di sostegno della rete elettrica di media tensione, collocato a circa un metro e sessantacinque centimetri dalla sede della carreggiata”. Posizione che, sostengono i legali dei Ciaramella, non rispettando le distanze fissate dal nuovo codice della strada e dal regolamento di esecuzione e di attuazione, avrebbe impedito al giovane ogni manovra tesa a evitare l’impatto fatale.

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