Aversa

Faida nel Pdl, intervista al consigliere Mario Tozzi

Mario TozziAVERSA. La maretta nel centrodestra aversano, come attestano recenti episodi quali la querelle Marrandino-De Chiara, ma anche altri e più risalenti aneddoti, …

… come le tiratine di orecchi del coordinatore provinciale Pasquale Giuliano al consigliere regionale Giuseppe Sagliocco in occasione alla conferenza programmatica del Pdl, indicano come il barometro della politica locale segni clima torrido.

Di questo, come di altro, abbiamo parlato col consigliere comunale Mario Tozzi, esponente del Pdl, indicato come uno dei papabili alle candidature per la carica di consigliere provinciale.

Avvocato Tozzi, ultimamente il centrodestra cittadino, di cui lei da tempo è fedele rappresentante, sta denunciando un’esasperazione nei rapporti tra i singoli esponenti. Un’esasperazione che, per la verità, già da tempo lo pervadeva. Come spiega tutto questo? E’ indubbio che recentemente, come in passato, ci siano state in maggioranza delle fibrillazioni. E’ però altrettanto oggettivo che tali fibrillazioni non abbiano sempre avuto la migliore e più costruttiva rappresentazione.

A cosa si riferisce di preciso? Penso che certe esternazioni a mezzo stampa, senza voler scendere nel merito delle singole questioni, non giovino alla crescita e alla compattezza della coalizione, né a quello del singolo che se ne fa protagonista. Va anche detto che il Popolo della Libertà è un partito a vocazione maggioritaria ed è quindi comprensibile che vi sia al suo interno una serrata dialettica. E’, però, opportuno che la stessa dialettica sia improntata al rispetto degli interlocutori e del ruolo istituzionale del primo cittadino. Debbo constatare che il periodo preelettorale non sta contribuendo al rasserenamento degli animi. Bisogna invertire questa tendenza, perché di certo proseguendo con le polemiche non si va nell’interesse dei cittadini e in quello della risoluzione delle problematiche.

A proposito di candidature, in giro si dice che lei sia uno dei candidati sicuri alla carica di consigliere provinciale per il Pdl. Cosa ci può dire in merito? Il mio spirito di servizio per il partito è sempre stato una costante del mio modo di intendere l’impegno in politica. Già in Forza Italia, in occasione delle passate elezioni provinciali, fui chiamato ad un candidatura di servizio sul collegio 1 per colmare il vuoto lasciato dalla improvvisa fuoriuscita di Franco Cervo dal partito. In quella occasione prestai il mio entusiasmo e le mie energie alla causa del partito, pur non avendo alcuna ambizione a ricoprire la carica di consigliere provinciale. So che questo è stato apprezzato dai vertici dell’allora Forza Italia oggi alla guida del Pdl e adesso dico che se il partito dovesse decidere questa volta di puntare davvero su Mario Tozzi con lo stesso entusiasmo di allora mi farei trovare pronto.

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