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Processo Dell’Utri, Pg Gatto: “Mangano ad Arcore per interessi di boss”

Marcello Dell'UtriPALERMO. E’ iniziata questa mattina la requisitoria del processo di secondo grado nel quale il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Procuratore generale Antonino Gatto davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Palermo parla innanzitutto di Vittorio Mangano, stalliere nella residenza ad Arcore del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il procuratore Gatto ha affermato che l’uomo sarebbe stato assunto nella villa del premier sotto pressione di Dell’Utri per interessi comuni a tutti gli imprenditori, cioè di “proteggersi” dal pericolo dei sequestri: “Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza. – afferma Gatto – Ma davvero non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall’estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole?. In realtà – prosegue Gatto – non solo Mangano di cavalli e di coltivazioni non sapeva nulla: ma se guardiamo i suoi numerosissimi precedenti penali, gli interessi che coltivava erano di tutt’altra natura rispetto a quelli agricoli. Nelle dichiarazioni spontanee rese il 29 novembre del 2004 fu Dell’Utri a dire che in realtà Mangano si interessava di cani e non di cavalli. Non si vede altrimenti – conclude Gatto – quale sarebbe stato dunque il suo contributo alla cura di animali che Berlusconi voleva allevare nella tenuta appena acquistata”.

Il senatore del Pdl, già condannato in primo grado a nove anni di carcere, non è presente in aula ma ad ascoltare l’atto d’accusa c’erano i suoi difensori, gli avvocati Nino Mormino, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico.

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