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Omicidio Saana, la madre: “Perdono mio marito. Forse ha sbagliato Saana”

Saana DafaniMONTEREALE VALCELLINA (Pordenone). “Perdono mio marito: ha commesso un gesto orrendo ma è sempre mio marito, il padre di altre due figlie. Forse ha sbagliato Saana”.

Giungono alle orecchie pesanti come piombo le parole di Fatna, madre della 18enne marocchina uccisa dal padre perché voleva vivere all’occidentale. La dichiarazione della donna è stata riportata dall’Imam di Pordenone Mohamed Ovatiq, che l’ha accompagnata per il riconoscimento ufficiale del cadavere della figlia: “La madre condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito – riporta l’imam – ma lo perdona perché l’uomo siè sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere. E’ una donna sconvolta si sente delusa e tradita dal gesto del marito, cheè giunto inaspettato. Abbiamo avviato una colletta all’interno della comunità per aiutare la mamma di Sanaa. – haaggiunto Ovatiq – Attorno alla donna, Fatna, 42 anni, che fa lacasalinga e ha altre due figlie, di nove e quattro anni siè stretta tutta la comunità di Pordenone. E’ sola e non parla bene l’italiano. L’ho accolta nella mia famiglia ma oggi Fatna ha deciso di trasferirsi insieme alle bambine da un’amica, che vive a Pordenone. Insieme a lei – ha spiegato Ovatiq – ci sono sempre almeno tre o quattro persone. Con mia moglie ci sono altre donne che l’assistono. Ieri erano anche più di una trentina. Per aiutare Fatna in questo difficile momento – ha concluso Ovatiq – sono giunte donne anche da altre comunità, non solo del Friuli Venezia Giulia, ma anche da altre regioni”.

Intanto l’Istituto di anatomia patologica dell’ospedale di Pordenone, ha reso noto i risultati dell’autopsia condotta sul corpo di Sanaa Dafani che hanno confermato la morte per emorragia causata dalle coltellate alla gola. Il padre della ragazza, El Ketawi Dafani, di 45 anni, è rinchiuso nel carcere di Pordenone ed è accusato di omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dai rapporti di parentela e di tentativo di omicidio. In giornata i Carabinieri che stanno svolgendo le indagini sulla vicenda, chiederanno alla Procura la convalida del fermo. Si attende ancora l’esito delle ricerche per il ritrovamento dell’arma del delitto, si tratterebbe di un coltello che l’uomo avrebbe acquistato qualche giorno prima dell’omicidio ma che i carabinieri non hanno ancora ritrovato.

Le motivazione che sono alla base dell’uccisione di Saana fanno ricordare l’omicidio di Hiina Saleem, uccisa dal padre e dallo zio, il 12 agosto 2006, poiché era fidanzata con un italiano di religione cattolica. Così anche per Saana il cui fidanzato Massimo De Blasio, rimasto anche lui ferito, ha dichiarato, in un’intervista a Tg2, che il padre di Saana non accettava la loro unione a causa della differenza di religione e di mentalità: “La religione – ha detto De Biasio – la loro mentalità: è solo stata per la religione. L’età non c’entra assolutamente niente. Lui non mi conosceva. Lui mi ha conosciuto solo l’ultimo giorno. Non aveva neanche idea di chi ero o cosa. Il padre di Saana l’aveva anche scritto sui messaggi che se avesse visto insieme lui e la figlia li avrebbe uccisi. Questo era scritto sui messaggi del telefonino – ha riferito de Biasio – però non si va mai a pensare una cosa del genere. Delle persone così integraliste – ha aggiunto De Biasio – devono stare a casa loro perché non possono pensare di venire in Italia con i figli, farli girare, diciamo con persone italiane, mandarle a scuola o al lavoro e non pensare che magari possa nascere qualcosa con un italiano. È impossibile. Se qualcuno ha una mentalità così ristretta – ha aggiunto – è meglio che stia a casa sua e basta. Ho cercato di fare di tutto per difendere Sanaa, ma l’ira del padre era talmente cruenta che non ce l’ho fatta a difenderla più di così. Avevamo dei progetti di vita e pensavamo di dire ai genitori che ci sarebbero sposati. Sanaa era una ragazza stupenda, sempre col sorriso, sempre molto tenera. Gli ultimi tre mesi che ha fatto con me, che ci vedevamo – ha concluso – sono stati i tre mesi più belli della sua vita, mi ha detto”.

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