Castel Volturno - Cancello ed Arnone

La Fanfara del X° Battaglione Campania a Cancello ed Arnone

 CANCELLO ED ARNONE. “Sempre suggestiva e molto toccante la cerimonia di commemorazione dei caduti in guerra, che a Cancello Arnone ricorre il 9 settembre.

E’ questa la giornata in cui le autorità civili, militari e politiche ed i cittadini, si danno appuntamento per glorificare i nostri martiri. Si tratta di bambini, donne, uomini che impreziosirono, il 9 settembre 1943, con la loro fede operosa, Cancello ed Arnone. Dalla rassegna di numerose testimonianze si ha la percezione degli accadimenti di quella giornata… Il piccolo centro, rannodato attorno alla sua chiesa, era in quella mattina in un clima di festa. Aleggiava un unico desiderio tra i nostri concittadini…condividere in preghiera un ringraziamento per la fine di una guerra tormentata e sanguinaria che tanto terrore aveva seminato.

La comunità si raccolse nella mattinata del 9 settembre 1943 nella chiesa dedicata a Maria SS. delle Grazie per offrire se stessa in olocausto, quasi ad espiazione di una resistenza passiva, per il termine del conflitto mondiale. Il ringraziamento fu funestato, da lì a poco, da un bombardamento anglo-americano, intervenuto in risposta di un attacco sferrato da una contraerei tedesca. Le testimonianze, nonchè la memoria storica, raccontano di un tonfo assordante, una nuvola di fumo, e poi… e poi morte! Lo scenario desolante traspare in ogni ricordo, cumuli di macerie, distruzione di intere famiglie, di secolari sacrifici.

Certamente quei caduti, immolati sull’altare sacrificale della comunità, hanno inciso con il loro sacrificio nelle coscienze di quanti si sono adoperati per la ricostruzione, stimolandone attivismo, solidarietà e laboriosità. Ancora oggi c’è chi piange i suoi affetti, l’amico tenuto per mano, la madre, il fratello, complici nell’avvento alla salvezza, la lunga corsa verso la vita… spezzata, privata dall’amore domestico, aperta ad un futuro difficile di sofferenze, di paure e di ricordi indelebili.

L’armistizio dell’8 settembre 1943 fu accolto con gli onori della festa della libertà, tuttavia lungi dall’essere la soluzione dei mali patiti fino ad allora per una guerra pretestuosa ed ingiusta, segnò l’inizio di efferatezze naziste nei confronti di una popolazione inerme accusata di tradimento. Noi, figli di una generazione che ha conosciuto la guerra,che ha vissuto le ansie, le speranze, i tormenti, il rumore assordante delle bombe, raccogliamo con onore il monito dei nostripadri e ci spingiamo affinché il ricordo degli eventi bellici, sublimato dalla esperienza del popolo, costituisca vigile garanzia della dignità della persona umana. Mai più odio! Sì al progresso, alla giustizia e alla pace”. (Tilde Maisto)

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