Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Casalesi, appalto a Poggioreale per l’aula bunker del carcere

l'aula bunker di PoggiorealeSAN CIPRIANO. Un incidente di percorso a luglio, con l’esclusione per mancanza di requisiti minimi sulla tipologia dei lavori da effettuare.

Lo stop a settembre, per vizi antimafia. Tra le sedici ditte ammesse al grande appalto per la ricostruzione post-terremoto a L’Aquila, la «Fontana Costruzioni spa» non c’è più. L’impresa che si era aggiudicata un lotto della commessa da 400 milioni di euro è stata esclusa dalla Protezione civile qualche giorno fa, quando dalla prefettura abruzzese è arrivato l’altolà. L’informativa antimafia trasmessa dall’ufficio territoriale di governo di Caserta, infatti, la inserisce nella lista nera: tra le società, cioè, che hanno rapporti opachi con ambienti della criminalità organizzata. Nello specifico, con il clan dei Casalesi. Anzi, con la famiglia di Michele e Pasquale Zagaria. Ma lo screening sulle commesse aggiudicate dall’impresa di San Cipriano d’Aversa sta riservando ben altro.

La partecipazione alla gara dell’Aquila risulta essere, infatti, solo la parte mediaticamente più visibile di un portafoglio lavori di tutto rispetto e consistenza, con la presenza massiccia anche in cantieri pubblici finanziati dal ministero della Giustizia e dell’Interno. Una beffa? La Dda di Napoli e il Gico della Guardia di Finanza ci stanno già lavorando, e i primi risultati delle indagini si stanno rivelando clamorosi.

La «Fontana Costruzioni», con sede a San Cipriano d’Aversa in via Salvatore Vitale (stessa strada in cui risulta domiciliato il capo latitante dei Casalesi), risulta aggiudicataria – in associazione temporanea con un’altra impresa – dei lavori per la ristrutturazione delle aule bunker del carcere di Poggioreale, le stesse nelle quali vengono celebrate le udienze dei processi contro i clan camorristici campani e che hanno ospitato il processo di appello Spartacus.

E non basta. La stessa ditta sta lavorando alla ristrutturazione e alla riconversione di uno dei fabbricati dell’ex parco Rea, oggi Parco Sole, a Giugliano, confiscati al camorrista e usuraio Francesco Rea. Appalto finanziato con i fondi del Pon sicurezza, dieci milioni di euro. L’immobile fa parte del blocco in cui hanno sede le nuove caserme (quella della Guardia di Finanza è stata inaugurata nel 2007) e che potrebbe essere destinato a ospitare la cittadella giudiziaria di Giugliano. Altri appalti pubblici, per opere infrastrutturali, sarebbero stati aggiudicati alla stessa «Fontana Costruzioni» anche a Ponticelli e Soccavo.

L’accertamento sulla solidità imprenditoriale e finanziaria della ditta e sul suo «certificato di origine» ha segnalato alcune anomalie ritenute di notevole interesse investigativo. Il capitale sociale non risulterebbe avere una provenienza trasparente. Sarebbe originata, secondo voci raccolte dagli stessi apparati investigativi a San Cipriano d’Aversa, da una consistente vincita al lotto. Né risulterebbe lineare la trasformazione dell’impresa da società a responsabilità limitata a Spa.

La società, indicata espressamente come «vicina al clan Zagaria» per conto del quale effettuerebbe operazioni di riciclaggio, attualmente è costituita da Luigi Fontana, di Casapesenna, e dai figli Elvira e Nicola. Il collegamento con la famiglia Zagaria sarebbe un consorzio, il Cogeimtec, del quale risulta essere socio il cognato di Michele Fontana, lo «sceriffo» cugino di Michele e Pasquale Zagaria che per loro conto, gestiva i rapporti con la Regione Campania all’epoca degli appalti per l’Alifana, e con Imma Capone, imprenditrice e camorrista, uccisa qualche anno fa in un agguato.

Se quanto emerso dalle prime indagini dovesse essere confermato, la «Fontana Costruzioni spa» avrebbe preso il posto, in buona sostanza, della costellazione di imprese casalesi che tra il 2003 e il 2006 avevano stretto rapporti con le pubbliche amministrazioni emiliane, tentato di mettere le mani sulle Grandi opere infrastrutturali e reinvestito in Lombardia. E che ora avrebbero cercato di ripartire, come nel 1984, dal cemento del dopo terremoto.

da Il Mattino, 09.09.09(di Rosaria Capacchione)

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