Campania

Scuola, Polverino: “Si buttano soldi che potrebbero andare ai precari”

Angelo PolverinoCASERTA. “La Regione finanzia con circa 50 milioni all’anno le scuole della Campania. Sono fondi che potrebbero servire per il reclutamento dei precari. Sono spesi, però, con un meccanismo clientelare, che dà la facoltà ai presidi di scegliersi gli insegnanti.

Nel 90% dei casi sono gli stessi della scuola a cui sono stati assegnati i finanziamenti. Docenti che in un anno arrivano a guadagnare più di 5 mila euro, facendo di tutto, dall’insegnante al tutor. Così vengono sperperati i fondi comunitari per la formazione professionale. C’è chi lotta assaltando gli Uffici Scolastici e chi si impingua di lavoro ordinario e straordinario”. E’ di nuovo polemica alla Regione ed a sollevarla è ancora una volta il Consigliere del Pdl, Angelo Polverino, che mette sotto accusa la gestione delle risorse comunitarie, destinate alle scuole.

“Un meccanismo perverso porta presidi, progettisti esterni alla scuola e tante altre figure professionali ad arricchirsi. Quest’anno alle scuole vanno 28 milioni di euro con Scuole Aperte, il grande fallimento della Regione. Uno scandalo – afferma Angelo Polverino – che ha portato i consulenti della formazione ad essere componenti di Associazioni il cui apporto è stato determinante per le approvazioni dei progetti, con la formula del partenariato. Quali progetti sono stati approvati? Quelli che costituiscono un vero e proprio conflitto di interessi. Ho le prove e le tirerò fuori. Prove che investono i coordinatori di Comitati della città di Caserta a stipendio di assessori regionali influenti. Consulenti che hanno firmato protocolli di intesa, incuranti delle procedure, arrivando addirittura a non specificare il ruolo delle loro Associazioni, coinvolte nell’attività progettuale. Dirigenti scolastici che reclutano parenti come orientatori. E’ il caso di una Preside, che ha creato una vera parentopoli nella sua scuola. Dulcis in fundo: il doppio ruolo di un funzionario regionale che da esaminatore dei Progetti di Scuole Aperte viene promosso a componente del gruppo di lavoro per l’attività di monitoraggio e realizzazione delle proposte progettuali. Un esaminatore, che subito dopo è entrato a far parte dei consulenti dello staff di Scuole Aperte. Un contentino alla carriera, dal momento che in quell’anno, per sopraggiunti limiti di età, è stato messo a riposo con il grado di funzionario della Regione. A riposo per modo di dire, visto il lauto impegno da pensionato”.

Quella di Polverino è una denuncia che ricade in un momento particolare. Bassolino si impegna a mantenere in ruolo almeno 300 docenti, mentre il gruppo Sinistra e Libertà chiede un Consiglio ad hoc sui tagli della Scuola. Ma anche su questo, l’esponente del Pdl ha le idee chiare. “A dicembre del 2006 sono scaduti i termini della presentazione delle candidature finalizzata alla individuazione dei Poli Formativi per l’Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore. Sul Burc Speciale del 24 agosto del 2007 è stata pubblicata la graduatoria delle candidature dei Poli. Ad oggi – continua Polverino – è tutto fermo. Non si conoscono i motivi e di certo c’è solo che le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano a 6 milioni e 393 mila euro. Che fine hanno fatto i fondi appartenenti al sistema della scuola, della formazione e del lavoro, relativa alla misura 3.7 del Por Campania? Inoltre, rimangono lettera morta le richieste di pagamento delle attività già terminate quali l’orientamento ai disoccupati, progetto Isola (l’inserimento al lavoro) e le prime due annualità dei Pas (Percorsi alternativi sperimentali, finalizzati alla dispersione scolastica). Progetti tanto decantati e chiusi con il sacrificio dei docenti e degli enti di formazione, che sono rimasti a bocca asciutta”.

Presto una conferenza stampa e una denuncia degli ex alleanzini, come è successo con la stipendiopoli della sanità. Il governo della sinistra alla Regione vacilla sempre di più e non è da escludere che in occasione del Consiglio Regionale, richiesto dalla Sinistra e Libertà, vengano fuori i nomi dei responsabili che hanno generato delle vere e proprie commistioni di potere, per mettere le mani sui finanziamenti comunitari. Lo scandalo investe soprattutto le scuole della città di Caserta, senza escludere Maddaloni ed Aversa.

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