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Ischia, nuovo incendio al Bosco della Maddalena

 ISCHIA. Lo scorso 23 agosto un incendio ha distrutto parte della verdeggiante e lussureggiante pineta “Bosco della Maddalena”, nella zona a confine tra i Comuni di Ischia, Casamicciola e Barano. video

In quell’occasione si era parlato di un piromane che avrebbe appiccato il fuoco in più punti anche perché appare difficile il verificarsi del fenomeno dell’autocombustioni nelle ore serali. Ebbene giovedì 3 settembre, intorno alle ore 21, le fiamme sono nuovamente divampate all’interno della stessa pineta anche se sulla parete opposta della collina. L’incendio che è andato avanti per ore, ha nuovamente distruggendo parte dell’inestimabile patrimonio boschivo dell’isola Verde. A lavorare incessantemente per lo spegnimento delle fiamme, sono giunti a Ischia gli elicotteri e persino un canadair.

Particolarmente spettacolari sono state le operazioni di spegnimento con gli elicotteri e il canadair che facevano continuamente la spola tra il mare e la pineta “Bosco della Maddalena” sulla quale sganciavano l’acqua marina. A un certo punto il canadair durante la manovra di rifornimento, a mare si incrociava letteralmente con una nave passeggeri dando vita, a chi osservava da lontano, a un’incredibile effetto ottico.

Nel mentre eravamo intenti a riprendere le fasi di spegnimento, con le nostre telecamere ci siamo inoltrati all’interno della pineta “Bosco della Maddalena” convinti, dopo il precedente incendio di dieci giorni fa, di trovare un polmone verde ben curato. E invece, incredibilmente, ci siamo trovati dinanzi ad una pineta letteralmente abbandonata e preda di sterpaglie ovunque e rifiuti di ogni genere che fanno brutta mostra di se ai piedi di pini malati di marchelina ellenica, pini letteralmente abbandonati al loro destino di morte senza che lo Stato italiano e le sue Istituzioni competenti muovano un dito per salvarli da un destino apparentemente segnato: che vergogna! Ma come è possibile, ci chiediamo noi, che dopo lo spaventoso incendio di fine agosto, come deterrente per scoraggiare eventuali piromani e anche come prevenzione concreta per scongiurarne di nuovi, non sia stata pulita a fondo da rifiuti e sterpaglie la pineta “Bosco della Maddalena” soprattutto nei pressi delle abitazioni? Una domanda che giriamo direttamente a chi di dovere.

E pensare che proprio in questo tratto di pineta vergognosamente abbandonato, nel recente passato si è tentato di costruire ex novo, nonostante mancassero la necessaria variante al piano regolatore e il permesso a costruire, la Caserma Forestale dello Stato per la quale si sarebbero dovuti abbattere decine di pini e se sino a questo momento parte di quella pineta non è stata mortificata dall’intervento edilizio, è solo grazie alla coraggiosa e determinata battaglia politica e sociale portata avanti dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista guidato dal segretario generale Domenico Savio che continua a chiedere che la localizzazione dell’importante Caserma avvenga altrove. Lo Stato anziché pianificare il sacrificio di parte della “Pineta Bosco della Maddalena”, pensi esclusivamente a farla ripulire dalle sterpaglie e dai rifiuti, a farla bonificare e a curare gli ancora pochi pini malati prima che la marchellina ellenica si estenda lungo tutto questo stupendo polmone di verde distruggendone gli alberi che la caratterizzano.

Inoltre il Pciml chiede con forza che in tutta Italia lo Stato, pianifichi il rimboschimento di tutte le aree distrutte negli ultimi decenni da incendi dolosi e non, questo anche come deterrente e per scoraggiare chi, eventualmente, volesse approfittare per edificare nuovi mostri legati alla speculazione edilizia affaristica e camorristica.

di Gennaro Savio (www.pcimltv.blogspot.com)

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