Campania

Caserta, di nuovo in fiamme lo stabilimento ex Ecorec

l'incendio alla Ecorec dello scorso 12 maggioCASERTA. Un nuovoincendio è divampato nello stabilimento della ex Ecorec di Marcianisenel pomeriggio di domenica, generando una densa nube di fumo nero che si è estesa in tutta l’area circostante.

In fiamme grosse quantità di materiale plastico e pneumatici. Sul posto, un’area periferica dove non ci sono abitazioni a rischio, sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco di Caserta e Napoli. L’aria è irrespirabile, il fumo ha raggiunto i centri abitati tra Marcianise, Caserta e Maddaloni, dovele persone si sono trincerate all’interno delle proprie abitazioni. Ma l’odore di gomma bruciata è stato trasportato dai venti fino all’agro aversano.

E’ l’ennesimo incendio che interessa lo stabilimento situatonell’area compresa tra Marcianise, Maddaloni e Caserta e che,fino all’aprile dello scorso anno,era di proprietà dellasocietà Ecorec, specializzata del riciclaggio e nello smaltimento di materiale di gomma. Poil’area è stata assegnata, attraverso esproprio pubblico, all’Interporto Sud Europa. Lo scorso 12 maggio andarono in fiamme delle collinette di pneumatici. In quell’occasione, come quella di oggi, l’incendio ha avuto probabilmente una natura dolosa. Un analogo incendio divampò dieci anni prima.

In questi ultimi mesi diversi sono stati gli esposti presentati alle autorità, sia dal Comune di Marcianise che da associazioni e comitati civici, per disastro ambientale. Si è chiesto quali controlli tecnici, ambientali, territoriali, amministrativi e di monitoraggio siano stati eseguiti dagli organi preposti, in questi anni, per assicurare che il sito della Ecorec fosse sicuro.

Nel 2003 gli allevatori di bovini e ovini di Marcianise, furono costretti ad abbattere oltre 3mila capi di bestiame, poiché il latte prodotto risultò contenere un tasso di diossina superiore a quanto stabilito dalla normativa vigente, e tutto il territorio fu sottoposto al divieto di pascolamento.

Il Comune, in particolare, ha notificato alla magistratura la parziale inottemperanza della società “Interporto Sud Europa” alle ordinanze emesse durante la vigenza del commissario Sallustri, che imponevano l’attivazione delle corrette procedure di manutenzione dei combusti, residui del rogo dello scorso maggio.Nella fattispecie è risultato che i vertici della nota piattaforma intermodale non avessero provveduto all’umidificazione dell’area su cui insistevano i sedimenti arsi dei cumuli di pneumatici, e dai quali si sprigionavano fumi prodotti da piccoli focolai.

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