Aversa

Moscati, annullate visite prenotate da mesi: pazienti infuriati

AVERSA. “Ci hanno inviato a soprassedere nello sporgere denuncia perché hanno detto che la colpa non era del medico.

Lui era stato comandato al pronto soccorso, perciò non poteva fare anche le visite ambulatoriali che avevamo prenotate dal mese di marzo. Così dovevamo tornarcene a casa. Per le visite ci avrebbero fatto sapere”.

Racconta così Lidia V. l’ennesimo disservizio sanitario creato al “Moscati” dalla carenza di medici al pronto soccorso che, solo quarantotto ore fa, ha costretto Francesco Diurno, direttore del dipartimento di emergenza in cui ricade, tra gli altri, proprio il servizio di pronto soccorso, a rassegnare le dimissioni.

Con lei c’erano circa una quindicina di pazienti prenotati, alcuni fin dallo scorso marzo, per essere sottoposti a visita reumatologica nell’ambulatorio dedicato del nosocomio. Un’attesa durata per Lidia (e non solo) oltre sei mesi, avendola prenotato il 17 marzo 2009. Tanti, al punto che gli operatori del servizio prenotazione avevano ritenuto necessario chiedere conferma telefonica della prenotazione sia a lei che a tutti pazienti i quali lunedì mattina erano in attesa fino dalle ore 12 nella saletta antistante l’ambulatorio. Poi, intorno alle ore 14, la comunicazione che le visite erano state annullate.

“Il dottore di turno all’ambulatorio – ha detto un operatore del nosocomio – è stato mandato al pronto soccorso. Andate a casa, vi faremo sapere quando dovrete tornare”. I pazienti in attesa hanno visto rosso e c’è stata bagarre. La signora insieme ad un gruppetto di utenti furiosi ha minacciato denunce. “Ma – ripete – ci hanno invitato a soprassedere”. “Certo – aggiunge – il medico non aveva colpa, perché era stato comandato per un altro servizio sicuramente più importante qual è il pronto soccorso, ma neppure era colpa nostra. Per fare la visita noi abbiamo aspettato sei, sette mesi e dopo aver aspettato anche quattro ore in ospedale meritavamo almeno un poco di considerazione”. “Potevano mandare un sostituto o quanto meno avvisarci per telefono di non andare all’ambulatorio, proprio come hanno fatto per chiedere conferma della visita. Se non hanno sentito questa necessità non vedo perché noi non dovremmo denunciare quanto accaduto”.

“Personalmente – conclude – la penso come la signora sulla sedia a rotelle che, se non sbaglio, per fare la visita arrivava da Sessa Aurunca. La denuncia va fatta e andrò al commissariato per farla perché credo che qualcuno ha la responsabilità di quanto è successo”.

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