Aversa

Cosadirci: “La febbre di apparire”

Co.sa.dir.ci.AVERSA. “Alcuni recenti lavori su zone e strutture cittadine pongono l’arcidecennale problema dell’ansia di apparire, di imbellettare le zone che servono per accogliere l’allummata, o qualche evento di passaggio. E poi il nulla, il disinteresse più o meno completo”.

Lo afferma, in una nota, Gennaro Mariniello, del Co.sa.dir.ci. “Ne consegue – continua Mariniello – che gli Aversani sono trattati, da chi li dovrebbe amministrare e da coloro che prendono la paga per assicurare loro i servizi pubblici, come babbei, come sudditi. Anche in questo caso è questione di mentalità, di cultura. Da una parte i ‘potenti di turno’ che arrogantemente decidono di erogare qualche servizio solo in occasioni particolari, far apparire la città alquanto pulita ed accogliente, mostrare attenzione, come nella prossima festa religiosa, verso l’evento e la Gerarchia ecclesiastica. Dall’altra stanno il popolo, la gente, la comunità rassegnati ad essere trattati da sudditi. Come durante i Vicereami dei secoli scorsi. Manca il coraggio civile di un impegno collettivo per guadagnarsi una città decente, vivibile ed accogliente, anche per chi viene da fuori. Manca la sostanza. Si seguono solo la apparenza falsa e cortese, le impupazzate cafoni e di breve durata, la soddisfazione degli istinti più bassi, la vana gloria di far parte del reggimento dei servi sciocchi del padrone di turno, salvo abbandonarlo quando diventa un pugile suonato o una serva che non serve. Purtroppo questo ci costa. Costa a noi, ai nostri figli e nipoti. Quando si spendono milioni di euro per ‘opere inutili’ come la ristrutturazione dell’ex-casa del Fascio, dell’ ex-Carcere mandamentale, la vergognosa edificazione nell’area ex-Tpn e non si vedono i frutti a distanza di anni, questo è un grave danno per la comunità. Sono tutti soldi che non producono lavoro né occupazione, ma soddisfano solo la bramosia di apparire dei politicanti di turno. Cosa dire poi del muro di cinta del Parco Pubblico. Hanno buttato via il muro di tufo, hanno alzato un muretto di cemento e poi, per renderlo decente, lo hanno rivestito di foglie di tufo. Se questo non è sperpero di danaro pubblico, diteci cos’altro è… Per noi – conclude Mariniello – è solo ansia di apparire grazie ai nostri soldi ed all’ignavia della maggioranza dei cittadini. Così gli anni passano, i giovani emigrano ed in città restano Aversani sfiduciati, delusi, privi di forza e di voglia di impegnarsi”.

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