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Arienzo, sequestrate tre fabbriche di calzature contraffatte

Guardia di FinanzaARIENZO. Le Fiamme Gialle della compagnia di Marcianise hanno individuato e sottoposto a sequestro ad Arienzo (Caserta), tre opifici dediti alla fabbricazione e commercializzazione di calzature con marchi contraffatti (Hogan e Prada).

Una delle fabbriche era perfettamente occultata nel seminterrato di un fabbricato per civile abitazione, dato in fitto (non registrato) da due pensionati ultraottantenni, dove venivano assemblati prodotti con marchio contraffatto i cui componenti venivano fabbricati in altri opifici non molto distanti, ottimamente mimetizzati in un complesso industriale di Arienzo.

Nella prima struttura sono stati sequestrati, oltre a tutti i macchinari trovati in funzione a pieno regime, circa 10mila pezzi semilavorati, con marchio Hogan e Prada, pronti per essere confezionati per una rapida immissione sul mercato del falso. Nelle altre strutture sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro numerosi macchinari di ultima generazione, in grado di produrre, in un’ora, centinaia di suole in gomma, compresi 33 stampi (clichè) perfettamente imitati, idonei a riprodurre marchi contraffatti nella fattispecie Hogan e Prada di ottima qualità, nonché oltre 6mila suole in gomma di eccellente fattura e 5.500 chilogrammi di materia prima consistente in granelli di gomma da fondere.

Da un’attenta e minuziosa attività investigativa condotta dagli uomini del Comando di Marcianise è emerso che i responsabili delle attività sottoposte a sequestro sono risultati sprovvisti di qualsiasi autorizzazione amministrativa e per la sicurezza sul lavoro, nonché totalmente sconosciuti al fisco (cosiddetti “evasori totali”) e con alle dipendenze decine di lavoratori completamente in nero, per la maggior parte provenienti dall’agro aversano.

L’intervento si è concluso con la denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere di M.P., 37 anni, di Trentola Ducenta (Caserta), di C.T., 48 anni, di Giugliano in Campania (Napoli), e di S.C., 55 anni, di Arienzo, nonché della segnalazione ai competenti uffici previdenziali provinciali di 10 lavoratori in nero.

Gli operatori dell’ “industria del falso”, quindi, continuano a produrre nonostante l’entrata in vigore della Legge 99/2009, “Pacchetto Anticontraffazione”, che contiene una serie di modifiche, molto incisive, alla disciplina penale e processuale per il contrasto alla contraffazione e alla tutela del Made in Italy. Tali misure sono volte al rafforzamento dell’azione repressiva contro le imprese della filiera del falso, mediante l’utilizzo di nuovi strumenti investigativi. In particolare sono stati previsti aumenti di pene e forti misure patrimoniali come la confisca obbligatoria dei beni strumentali utilizzati e di altri beni di valore corrispondente ai profitti illeciti, l’inserimento del reato di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei reati di contraffazione nonchè gli accertamenti patrimoniali ed economici tesi a costruire il volume d’affari dell’attività illecita posta in essere.

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