Italia

Sicilia, muore per sala operatoria chiusa: cittadini in rivolta

L'ospedale di MazzarinoCALTANISSETTA. Rivolta a Mazzarino, provincia di Caltanissetta, dopo la morte di un giovane rimasto ferito in un incidente stradale e che i medici non hanno potuto soccorrere perchè la sala operatoria dell’ospedale cittadino è chiusa.

Tutti i negozi giovedì mattina sono rimasti chiusi e dimostranti occupano dalla notte scorsa la strada 626 Caltanissetta-Gela: lo svincolo di Judica e altri bivi sono stati bloccati con autovetture e trattori.

Filippo Li Gambi, 23 anni,giovedì scorso aveva auto un incidente con la sua motocicletta e nella caduta si era tranciato una gamba. Dopo il trasporto all’ospedale “Santo Stefano”, i medici non hanno avuto la possibilità di intervenire perché la chiusura della sala operatoria e hanno fatto trasferire il giovane al “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove è mortosubito dopo il ricoveroprobabilmente a causa della gravissima emorragia. Mercoledì sera, subito dopo i funerali, il padre del ragazzo, Giovanni Li Gambi, si è incatenato nell’ospedale di Mazzarino. I suoi concittadini nella notte sono scesi in piazz e hanno occupato la strada 626.

Sul caso la procura a Procura di Gela ha aperto un fascicolo, mentre l’assessorato regionale alla Sanità ha disposto un’ispezione nell’ospedale di Mazzarino per verificare se nel ricovero del giovane al pronto soccorso sono state seguite tutte le corrette procedure e se il successivo trasferimento a Caltanissetta è avvenuto con la tempestività che si rende necessaria nei casi, come quello in questione, di un politraumatizzato. “Dalla prima ricostruzione dei fatti – dice l’assessorato – è da escludere che la tragedia del giovane motociclista possa essere in alcun modo connessa a una ridotta funzionalità dell’ospedale. In casi analoghi, infatti, i pazienti devono essere subito trasferiti in un ospedale dotato di strumentazioni tecnologiche e di professionalità chirurgiche adeguate a garantire ogni livello di terapia intensiva e rianimazione”.

Intanto, un’altro caso di morte sospetta arriva dalla Calabria. Il Quotidiano della Calabria riporta la vicenda di Felice Antonio Caligiuri, 61 anni, morto all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. L’uomo, secondo quanto riferisce il giornale, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale la sera del 24 con forti dolori al petto ed ai reni e con una gamba immobilizzata. Le sue condizioni sono lievemente migliorate grazie anche ad una flebo fatta in ambulanza e dopo la mezzanotte, non essendo stato visitato da un medico, ha deciso di lasciare l’ospedale. Il giorno dopo, però, l’uomo ha accusato nuovamente forti dolori al petto ed il figlio lo ha riportato in ospedale dove sarebbe stato classificato come un “codice bianco”. Dopo alcune ore di attesa, scrive Il Quotidiano, all’uomo è stato fatto un elettrocardiogramma ma è morto prima di conoscerne l’esito.I familiari hanno presentato una denuncia alla polizia.

Lunedì scorso, sempre in Calabria, una bambina di cinque anni, Sara Sarti, di Casignana, è morta all’ospedale di Locri per cause su cui sta indagando la procura. Le esequie della piccola saranno celebrate giovedì pomeriggio.

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