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Boffo: “Documento patacca”. Berlusconi: “Mai parlato con Feltri”

Dino BoffoROMA. Per Dino Boffo l’informativa usata da Feltri, il “Mourinho dei lettori”, cosìlodefinisce il direttore dell’Avvenire, non proviene da un fascicolo giudiziario ma è “una emerita patacca”.

In una lunga risposta alle lettere dei lettori del quotidiano dei vescovi, Boffo si riferisce alle affermazioni del Giornale, (secondocui sarebbe “omosessuale”,”già attenzionato dalla Polizia di Stato per le sue frequentazioni” e avrebbe tentato di “molestare la moglie del suo ex amante”) e spiega che il ministro degli Interni, Roberto Maroni, “ha voluto manifestarmi la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette” ma “teneva anche ad assicurarmi di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso”.

Quello citato dal Giornale, insomma, non era, afferma Boffo, un “fantomatico atto giudiziario ma “una vera sola”, che si potrebbe “spulciare riga per riga” per controbattere “e far emergere di quel testo anzitutto l’implausibilita’ tecnica, poi magari sostanziale. Lo faremo, se necessario”.

Come avrà fatto, si chiede Boffo, “il Mourinho dei direttori”, il “primo degli astuti” a “non porsi una domandina elementare prima di dare il via libera alla danza (infernale): questo testo che ho in manoè realmente un’informativa che proviene da un fascicolo giudiziario oppureè una patacca che, con un minimo appiglio, monta una situazione fantasiosa, fantastica, criminale? Perché, collega Feltri, questa domandina facile facile non te la sei posta? Ma se te la fossi fatta, sei proprio sicuro di aver vicino a te le persone e le competenze giuste per compiere i passi a seconda della gamba? Non sei corso troppo precipitosamente a inaugurare la tua nuova stagione al timone di quello che nonè piu’ un foglio corsaro ma il quotidiano della famiglia del presidente del Consiglio?”.

“Comunque – conclude il direttore dell’Avvenire – quanto di fondamentale non farà’ spontaneamente capolino davanti all’opinione pubblica, emergerà civilmente e pacatamente in un tribunale della Repubblica, cui i miei avvocati già lunedì si presenteranno per la querela”.

Intanto, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che si è dissociato dall’attacco de Il Giornale, ci tiene a chiarire che non ha mai avuto nei giorni scorsi una conversazione con Feltri: “Di fronte alla marea di voci, insinuazioni e presunte rivelazioni apparse stamane sui giornali è impossibile smentirle tutte – afferma il premier – ma su una falsità non posso tacere: in questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de Il Giornale nè con altri suoi collaboratori”.

Ieri Vittorio Feltri ha titolato “La rabbia dei moralisti smascherati” nel quale sottolinea a chiare lettere che non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro dopo l’attacco rivolto a Boffo. “In seguito alle nostre rivelazioni – scrive il direttore del Giornale – la cena prevista ieri sera tra il premier e il cardinal Bertone è stata annullata per evitare strumentalizzazioni. La Cei, non senza imbarazzo, ha espresso generica e formale solidarietà a Boffo; non poteva fare diversamente. Forse non era al corrente del vizietto del suo portavoce giornalistico e, quand’anche fosse stata informata, sperava non sarebbero uscite indiscrezioni e ora, colta alla sprovvista, deve riflettere sul da farsi”. Rispetto alla decisione del presidente del Consiglio di dissociarsi dal Giornale, perché contrario alle polemiche sulla vita privata di chiunque, Feltri scrive: “Ci saremmo stupiti se il premier avesse detto il contrario, e cioé che approvava la nostra iniziativa”. “Non c’é bisogno di rammentare – aggiunge – che il compito di decidere in una redazione spetta al direttore il quale può essere licenziato da un momento all’altro, ma non limitato nei suoi poteri”. Feltri continua: “Non sono affatto pentito di aver divulgato la notizia su Boffo e, in una circostanza analoga, il mio atteggiamento non cambierebbe di una virgola”. E conclude : “Abbiamo la certezza che che questa faccenda non finirà qui. Replicheremo agli attacchi (scontati) di cui saremo oggetto, e rassicuriamo i lettori: non siamo mammole. Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola altrui, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro”.

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