Esteri

Kabul, razzi e bombe dei talebani: morti e feriti

 KABUL. Continuano le azioni intimidatorie dei talebani per boicottare le elezioni presidenziali del 20 agosto.

Dopo l’attacco alla base Nato e i volantini con cui minacciano di tagliare orecchie e dita a chi andrà a votare, stamani sono stati lanciati dei razzi contro il Palazzo Presidenziale e il quartier generale della polizia, a Kabul.

Non si registrano feriti. Secondo fonti delle forze di sicurezza locali, un primo ordigno si è abbattuto sulla Presidenza della Repubblica, causando gravi danni anche all’interno della struttura; poi è stata la volta della sede centrale delle forze dell’ordine, che si trova a poca distanza.

Gli attacchi sono stati rivendicati a nome dei Talebani da un loro portavoce, Zabihullah Mujahid, il quale parlava via telefono satellitare da un’ignota località. Mujahid ha accennato a quattro razzi, ma senza specificarne i bersagli.

Soltanto sabato scorso era stato preso di mira con un camion-bomba condotto da un kamikaze il Comando dell’Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza guidata dalla Nato: sette civili afghani erano morti e un centinaio di altre persone erano rimaste ferite, compresi diversi militari occidentali; tra questi ultimi, lesioni aveva riportato anche un soldato italiano.

Un altro attentato si è verificato nella parte orientale di Kabul. Coinvolti militari della forza internazionale, ma non italiani. La violentissima esplosione sarebbe stata provocata da un kamikaze il quale, a bordo di un’auto-bomba, si sarebbe lanciato contro un convoglio di truppe americane, provenienti dalla vicina base di Camp Phoenix e in marcia lungo un’importante arteria nella parte est della capitale, che collega quest’ultima a Jalalabad, verso il confine con il Pakistan. La colonna motorizzata è stata assalita nei paraggi dell’Ufficio Centrale delle Dogane, nei cui pressi sorge anche una base del contingente del Regno Unito. Nella zona della deflagrazione si trova tra l’altro un vasto complesso delle Nazioni Unite, che però non sarebbe stato preso direttamente di mira. Un primo provvisorio bilancio parla di cinque morti e una trentina di feriti.

Nel corso di una operazione congiunta, le forze di sicurezza afgane e i militari italiani, sono stati attaccati in un area a circa 30 Km a nord est di Farah. I bersaglieri del primo reggimento, inquadrati nella Folgore, al fianco dei militari e delle forze di sicurezza afgane dovevano controllare la zona in vista delle elezioni, ma raggiunto il villaggio di Pusht Rod, sono stati colpiti con il fuoco di armi automatiche e razzi contro carri. Immediata la reazione coordinata di italiani e afgani, che sono entrati nel villaggio per cercare gli insorti e fermare il fuoco. Nessun ferito.

Tre soldati e due civili sono morti nel sud dell’Afghanistan in un attentato suicida, compiuto da un kamikaze che si è fatto esplodere davanti a un check point dell’esercito. L’attentato è stato compiuto a 35 chilometri a nord est di Tirin Kot, capitale provinciale dell’Oruzgan. “Un kamikaze è arrivato a piedi e ha fatto saltare l’ordigno che aveva con lui. Tre soldati e due civili sono morti”, ha detto il capo della polizia provinciale, Juma Gul Hemat.

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