Esteri

Inguscezia, venti morti in un attacco kamikaze

 NAZRAN. Un attentato dinamitardo a Nazran, ex capitale e centro più importante della Repubblica autonoma caucasica dell’Inguscezia, nella Russia meridionale, ha provocato almeno venti morti e una sessantina di feriti.

Intorno alle 9 del mattino (le 7 in Italia) un’auto-bomba guidata da un kamikazeè saltata in aria nel cortile del palazzo che ospita il quartier generale della polizia, mentre gli agenti si stavano radunando per l’appello del mattino. La carica esplosiva avrebbe avuto una potenza equivalente a quella di una cinquantina di chilogrammi di tritolo, tanto da appiccare un vasto incendio all’edificio, andato semi-distrutto. Gli inquirenti per il momento non escludono che si sia trattato dell’opera di un kamikaze.

L’Inguscezia ha deciso di onorare le vittime con tre giorni di lutto nazionale. Secondo il presidente inguscio Yunusbek Yevkurov, l’attacco sarebbe stato condotto come vendetta per i recenti successi della polizia nella lotta al terrorismo.

L’attentato conferma l’escalation della tensione in Inguscezia, dove quattro giorni fa è tornato ad esercitare le sue funzioni il nuovo presidente Yevkurov, che il 22 giugno era rimasto gravemente ferito in un attentato kamikaze durante il passaggio del suo corteo. Il 12 agosto, invece, è rimasto vittima di un attentato nel suo ufficio il ministro dell’edilizia Ruslan Amerkhanov.

Nei giorni scorsi il presidente russo Dmitri Medvedev ha sostenuto che gli omicidi dei difensori dei diritti umani in Cecenia e gli attentati in Inguscezia hanno lo stesso obiettivo, destabilizzare il Caucaso.

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