Aversa

Strisce blu, i “ma” all’operazione

 AVERSA. La foga con la quale l’amministrazione comunale di Aversa ha trattato il problema delle strisce blu, nella zona sud della città (Parco Coppola, Parco Argo e via Di Jasi in modo particolare), non è stata certo buona consigliera al gruppo che si stringe intorno a Mimmo Ciaramella, sindaco della città.

Vi sono alcuni “ma” che ci sembra giusto proporre all’opinione pubblica e ai vertici della città, per una giusta e pacata riflessione ferragostana.

“Ma numero 1”: L’articolo 7, comma 6 del codice della strada stabilisce che le aree destinate a parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. Questo in buona parte non è vero lungo via Vito Di Jasi, ma anche su buona parte del percorso scelto. In pratica, questo articolo ci dice che le strisce blu parallele alla carreggiata non delimitate quindi all’inizio ed alla fine da appositi cordoli conglobati – ad esempio all’interno del marciapiedi – sono fuorilegge. Varie sentenze dei Giudici di Pace fanno testo per eventuali ricorsi (sentenza 16237 del 27 marzo 2006 del Giudice di Pace Romano di Roma, sentenze dei Giudici di Pace di Bari 1824/01, 27015/03, 16353/03, 30229/03 e 14338/04).

“Ma numero 2”: riguarda il disposto dell’art. 157 lettera f) del codice della strada che fa divieto all’automobilista di parcheggiare entro i 5 metri da un incrocio. Le nuove strisce in molti casi hanno dimenticato questo dettame giuridico, quindi chi parcheggia potrebbe pagare anche due volte, grattino e multa. Ma ciò potrebbe anche significare che ad Aversa la legge non è la stessa di tutte le altre parti d’Italia (iniziativa che sa tanto di Padania profonda).

“Ma numero 3”: l’articolo 7 del codice della strada prevede che i proventi derivanti dall’esercizio della sosta in ambito di strisce blu devono essere destinati alla costruzione di altri parcheggi, non conosciamo le determinazioni della delibera istitutiva di tutto quanto, ma sarebbe il caso fosse resa pubblica.

“Ma numero 4”: ancora articolo 7 codice della strada, comma 8, che prevede che nelle zone adiacenti a quelle individuate, bisogna aversi alternativa per la sosta libera, caso mai senza parcheggiatori abusi e cammoristielli varie, ormai sempre più frequenti nella zona indicata. Il caso eclatante è quello di Piazza Bernini ed adiacenze, dove ora esisterebbero solo enormi spazi di sosta a pagamento e microscopiche possibilità di sosta libera. Tale obbligo è fatto salvo per le zone destinate ad area pedonale e zona a traffico limitato, fatto questo che ad Aversa non pare sussistere, a meno che la citata delibera non nota, le preveda.

Crediamo che i quattro “ma” espressi, siano ben noti a chi di traffico lavora (Comandante della Polizia Municipale e delegato ai parcheggi che ad Aversa è proprio il sindaco Ciaramella), quindi una rinfrescata legislativa ed un tantino di buon senso ferragostano non potranno che far rivedere il tutto, per buona pace dei cittadini.

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