Trentola Ducenta

I giornalisti chiedono un omaggio perenne a Giancarlo Siani

Giancarlo SianiTRENTOLA DUCENTA. I giornalisti Franco Musto, Marilù Musto e Marilena Mincione, in una lettera inviata al sindaco Nicola Pagano e al Consiglio comunale, chiedono l’intitolazione di una strada o di un luogo pubblico al giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra.

Una richiesta che è stata accolta dal primo cittadino, il quale ha annunciato che a Siani sarà intitolato il campo sportivo.

La lettera:

“I giornalisti sono gli occhi sul territorio, aiutano tanta gente a non confidare nell’amnesia, chi fa il giornalista cerca di farlo, per quanto possibile, senza alcun giudizio di merito, lasciando sempre e solo al lettore la possibilità di mettere in dubbio o credere nella veridicità dei fatti. Il giornale che quotidianamente fa compagnia a tante persone è tale se non ha amici e nemici oltre le verità e senza alcun rancore.

Spesso, però, in particolare nel nostro territorio, di qualsiasi cosa succede, il giorno dopo come legittimo vogliamo sapere dal giornale il più possibile, guai però se capita ad ognuno di noi. Può succedere che al giornalista, se non viene fatto niente di male, non è per mancanza di volontà.

Il giornalista è ‘un male necessario’, contro il male più atroce, che è la violenza e prepotenza. Il Capo della Polizia, Manganelli, in visita a Casal di Principe, ebbe a dire ‘Contro la camorra, vedo troppi tifosi e pochi giocatori’. Oltre alle forze dell’ordine ci soni i giornalisti, quotidianamente impegnati a costruire notizie, con la testa e l’entusiasmo, esposti a qualsiasi pericolo. E’ sempre vivo il ricordo del giovane cronista del Mattino Giancarlo Siani, trucidato da mano assassina per il suo coraggio in difesa della verità.

Signor Sindaco, Signori Consiglieri, è ricordando Giancarlo Siani che ci permettiamo fare appello al Consiglio Comunale affinché valuti ed eventualmente deliberi, in seduta riunita nella splendida cornice del Palazzo Marchesale, culla di storia e di cultura, la dedica di una strada, o quanto altro si ritiene al giovane cronista”.

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