Teverola

Accusato di aver favorito il boss Setola, primo stop al processo su Pisano

Antonio PisanoTEVEROLA. Il processo a carico di Antonio Pisano, l’uomo originario di Teverola accusato di aver favorito la latitanza del boss Giuseppe Setola, subisce un primo stop.

Infatti, ieri era prevista la prima udienza dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo l’emissione del decreto di giudizio immediato chiesto ed ottenuto dalla Procura di Napoli. Ma la difesa di Pisano, affidata agli avvocati penalisti Enzo Guida, Massimo D’Errico e Paolo Cacciapuoti, ha sollevato un’eccezione proprio sul decreto di giudizio immediato e gli atti sono stati ritrasmessi alla Gip di Napoli, con dichiarazione di nullità.

Dunque, il processo dovrà riprendere dall’inizio per questa parte di indagine che riguarda Setola. Pisano venne tratto in arresto lo scorso 31 gennaio, in quanto ritenuto uno dei favoreggiatori di Setola, per aver preso in locazione l’abitazione di Trentola Ducenta dove si nascondeva il pericoloso latitante del clan dei Casalesi. Lo stesso covo dal quale Setola riuscì, con una rocambolesca fuga, a sfuggire all’arresto, scappando attraverso le fogne. Il boss fu arrestato dopo due giorni a Mignano Montelungo.

Le indagini consentirono, però, di verificare che per l’immobile dove si nascondeva il pericoloso latitante era stato stipulato un contratto di locazione regolare proprio da Pisano. All’allestimento del covo, secondo l’accusa, avrebbe contribuito pure Giovanni Iuliano, anch’egli tratto in arresto, che avrebbe fatto da intermediario con i proprietari dell’immobile.

La Procura di Napoli ha chiesto ed ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Napoli. Dopo quattro mesi circa di detenzione Pisano venne scarcerato ed ora attende il processo.

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