Santa Maria C. V. - San Tammaro

Gaetano Rauso su ex tabacchificio

Gaetano Rauso SANTA MARIA C.V. Fare politica, nell’interesse della collettività, è diventato impossibile a Santa Maria Capua Vetere.

Nell’ultimo question time, si è tenuta, tra l’altro, la discussione sulla mia giustificata richiesta di annullamento, in autotutela, del permesso a costruire n.55/2009, che permette l’abbattimento delle strutture dell’ex tabacchificio e la presunta edificazione di medie strutture commerciali. La mia richiesta di conoscere quali provvedimenti fossero stati assunti in relazione a tutte le irregolarità amministrative denunciate , ha sortito una sconcertante risposta da parte dell’assessore all’Urbanistica, l’architetto Bondonno,: “non è stato assunto alcun provvedimento!”.
Tutto ciò è sconfortante e costituisce una mancanza di rispetto verso il Consiglio Comunale e la Città, tenuto conto anche del parere che il Segretario Generale, ha espresso nell’ultimo consiglio comunale, allorquando gli fu chiesto di esprimersi sulla conformità alla Legge degli atti emanati dall’Ing. Ruberto, in merito all’ex Tabacchificio, col quale ne confermava l’irregolarità da me ipotizzata
Un atto chiaramente illegittimo , al quale si è tentato di “mettere una pezza” e “tirare a campare”.
Dopo questa sconcertante risposta mi è sorto il dubbio che la stimata professionista, quale reputo essere l’architetto Bondonno, avesse perso ogni cognizione della sua professione, e, quindi, ritenendo , a dir poco, offensiva la risposta che aveva fornito davanti a precise argomentazioni tecniche e giuridiche., ho discusso dell’episodio con altri colleghi consiglieri e con l’avv. Borgia, altro componente della maggioranza in forte dissidio con la Giunta. Ho, quindi, chiesto, questa volta in privato all’assessore di esprimersi sulla mia richiesta di annullamento dello “scandaloso” permesso a costruire, rilasciato in continuità con il modo di gestire l’ufficio urbanistica dell’Amministrazione Iodice e con il sacco urbanistico della Città, che non tarderò a porre all’attenzione dei cittadini, in primis,e delle autorità competenti, poi.
L’architetto Bondonno, mi ha fatto capire che non aveva argomentazioni valide per confutare la mia tesi sulla quale concordava . Tutto ciò è sconcertante; come è sconcertante che a reggere le fila di questo ennesimo, affare perpetrato ai danni degli interessi della Città e dei suoi cittadini, vi siano personaggi di questa Amministrazione che sono legati ad ambienti ben individuati ai quali il Sindaco,nonostante il diniego dell’ing, Di Tommaso a firmare gli atti, non ha potuto dire di no ed ha incaricato l’ing. Ruberto di emanarli, per poi premiarlo con l’incarico dirigenziale e con altri favori.
D’altronde è da biasimare lo stesso ing. Di Tommaso, il quale ha accettato il declassamento, pur di rimanere ad occupare un posto meno scomodo, quando afferma di essere cosciente delle tante irregolarità perpetrate in Santa Maria C.V. nel campo urbanistico ma che preferisce, per ragioni di opportunità, che i provvedimenti del caso li assuma la Magistratura che, secondo quanto dallo stesso affermato, sarebbe prossima ad agire. Cosa assurda se affermata da un dirigente dell’ufficio tecnico che, nella sua funzione di pubblico ufficiale, nel momento in cui viene a conoscenza di un reato, è obbligato a denunciarlo e ad assumere i provvedimenti consequenziali previsti dalla Legge.
Alla luce di quanto sopra detto, cari lettori, e per tanti altri episodi che sono stati da me e da altri denunciati, posso affermare che siamo in presenza di una gestione allegra dell’ufficio urbanistica e chi si oppone a questo stato di fatto è oggetto di minacce e ritorsioni, in quanto è chiaramente indicato come il “rompiscatole di turno”che va neutralizzato.
Sarebbe ora che si cambiasse registro e si ponesse mano a risanare una situazione insostenibile.
A tutti i consiglieri che non si identificano in questo modo di fare politica e di amministrare, reitero il mio appello affinché si ribellino e, passandosi una mano sulla coscienza, almeno chi la possiede ancora, prendano posizione perché non si continui ad agire contro la Legge e l’interesse della Città”.

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