Orta di Atella

Eugenio Indaco, boxer ortese candidato alle Olimpiadi 2012

 ORTA DI ATELLA. Eugenio Indaco, pugile in erba di Orta di Atella, un sogno nel cassetto ce l’ha. Si chiama Olimpiadi. Quelle di Londra del 2012.

Il forzuto boxer atellano potrebbe esserci. E’ candidato a difendere il tricolore italico. Del resto, il campioncino di stoffa ne ha da vendere. Ha doti naturali notevoli, è preciso nei colpi e mobile sul ring. Il suo ricco palmares parla da solo. Tre volte campione d’Italia, medaglia d’oro al torneo “Columbus day” di Philadelfia nel 2006, anno in cui conquista il primo gradino del podio al torneo internazionale in Crozia. E ancora: nell’anno in cui l’Italia, dopo 24 anni di attesa diventa campione del mondo, Edoardo da il meglio di sé padroneggiando a Savigliano, nel cuneese. Arriviamo al 2009: il talento made in Orta di Atella si aggiudica l’ambitissimo “Guanto d’oro” riservato alla categoria Under 23 battendo in semifinale il campione italiano Mario Federici per 13 a 1, e in finale il gigante piemontese Matteo Modugno per 13 a 6. Un trionfo: Roseto degli Abruzzi, la cittadina teramana che ha ospitato l’evento, è con Edoardo, che ha dimostrato per l’ennesima volta il suo indiscutibile talento.

Nell’attesa di realizzare il più grande dei sogni, il ventenne Indaco, ne sta accarezzando un altro, di sogno. A settembre incontrerà sul ring del Palalido di Milano il campione olimpico Clemente Russo, magari per dargli una lezione, chissà. La passione per l’arte dei guantoni gliela trasmessa papà Nicola, che vanta pure una brevetto per l’insegnamento conseguito col massimo dei voti. Correva l’anno 2000, il piccolo (è il caso di dire) Eugenio incontra l’affermato pugile Vincenzo De Lucia, amico di famiglia: di lì a poco la prima divisa del Club Excelsior di Marcianise, terra di pugili. Il sodalizio dura tre anni. Nel 2006 il maestro Brillantino viene nominato ct della nazionale italiana ed Eugenio passa all’Asd Marcianise dove, come maestro, incontra Raffaele Munno. Eugenio e papà Nicola lavorano per realizzare un altro sogno: aprire ad Orta di Atella una palestra dove poter forgiare giovani talenti. Con un attenzione particolare al sociale. Che non guasta mai.

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