Italia

Torino, scontri G8: 21 arresti. Studenti universitari protestano

ROMA. La decisione della Procura di Torino di arrestare 21 persone colpevoli degli scontri dello scorso 19 maggio in occasione del G8 dell’Università, ha scatenato l’ira degli studenti italiani.

Varie le contestazioni che si sono verificate, da nord a sud, in molti atenei con l’occupazione degli uffici dei rettori come a La Sapienza di Roma, della Ca’ Foscari a Venezia, dell’università di Bologna, Milano, Napoli e

alla Normale di Pisa. Gli studenti universitari, per la maggior parte appartenenti al movimento Onda, chiedono la liberazione immediata degli arrestati e annunciano che daranno fio da torcere a chi li ostacolerà: “Pagheranno molto caro quello che stanno facendo ai nostri compagni. – ha affermato Luca Casarini, leader dei Disobbedienti del nordest, in un’improvvisata conferenza stampa – Dietro quanto accaduto c’è la mano dei servizi segreti italiani: non siamo disposti ad accettare questo tipo di imposizioni e di vergogne nazionali”. Tra gli arrestati anche il leader del centro sociale padovano Pedro Max Gallob e Egidio Giordano, guida indiscussa del centro sociale napoletano Insurgencia.

Nonostante le contestazioni il procuratore di Torino Giancarlo Caselli ha affermato la responsabilità degli arrestati è dimostrata da foto e video: “Su tremila dissenzienti che hanno manifestato pacificamente i violenti non erano più di trecento. E’ contro di loro che abbiamo indagato. Non è intenzione della Procura colpire singoli gruppi politici o controculturali, ma anzi difendere la libertà di manifestare democraticamente qualsiasi opinione. Video e foto dimostrano però che, poco prima di arrivare al Castello del Valentino, in 300 si coprono il volto con sciarpe, caschi e cappucci, sollevano scudi di plexiglass e da un cassonetto, estraggono mazze, piccozze, fumogeni e caschi”.

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