Italia

“Questione meridionale”, è scontro nel Pdl

Silvio Berlusconi e Raffaele LombardoROMA. Nel Pdl nasce la “questione meridionale”, sollevata dai parlamentari del Sud, in particolare della Sicilia, e dell’Mpa che accusano il governo di essere attento solo ai problemi del Nord.

“Per il governo non ci sarà nessuna fase due”, ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, anche limitatamente agli interventi a favore del Mezzogiorno. “Abbiamo sempre tenuto conto del Sud e sappiamo bene che non ha futuro se non ritrova la buona gestione ordinaria nell’amministrazione regionale e in particolare del settore sanitario”.

Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ha reso noto che i gruppi Pdl di Camera e Senato “«stanno elaborando un documento politico-programmatico sul Mezzogiorno, che costituirà un contributo alla riflessione del presidente Berlusconi che sta predisponendo il piano per il Sud”.

Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha aggiunto: “Maggioranza e governo sono pronti a confermare concrete iniziative per il Sud. Cioè uso tempestivo e corretto dei fondi, regole nuove per evitare gli sperperi che ne hanno danneggiato l’immagine, apertura di decine di cantieri”. E qui Gasparri fa un chiaro riferimento al leader del Movimento per le Autonomie e governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo: “Un ostacolo – dice Gasparri- è rappresentato da quegli amministratori regionali che si sono rivelati incapaci di usare i fondi europei, confermandosi i peggiori nemici del Sud, al pari di chi non sostiene il governo in Parlamento perché troppo intento a nominare clientes. Il Sud non ha bisogno di chi lo usa per polemiche pretestuose utili solo per chiedere poltrone”.

Ad intervenire anche un parlamentare che viene proprio dal Sud, dalla Campania,Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo Pdl della Camera: “Governo e maggioranza devono ascoltare con attenzione le ragioni di chi chiede una strategia a favore del Mezzogiorno. Chi vuol difendere gli interessi del Sud deve però confrontarsi all’interno di Pdl e maggioranza, senza aventinismi che sono inaccettabili. Un nuovo meridionalismo è possibile e utile, ma soltanto se è all’insegna del merito e dell’efficienza e se non è piagnone, sprecone e clientelare”.

Intanto, nasce il “Pdl Sicilia”, un partito federato all’interno del Pdl nazionale, con uno statuto autonomo che consente alla base di eleggere il coordinatore regionale. Un progetto diverso dal “Partito del Sud”, lanciato da Gianfranco Miccichè e bocciato da Silvio Berlusconi. “Vogliamo uno statuto speciale per il Pdl che consenta di creare un laboratorio politico legato alla specificità della nostra isola”, ha spiegato l’ex An Fabio Granata.L’altro ex An Pippo Scalia aggiunge che il progetto nasce perché “il governo non ha posto grande attenzione al Sud”.

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