Italia

‘Ndrangheta: 17 arresti a Fondi, tra cui ex assessore e funzionari comunali

 LATINA. Vasta operazione degli agenti della Dia e dei carabinieri di Latina che hanno eseguito 17 arresti, emessi dal gip del tribunale di Roma su richiesta della procura antimafia.

Le indagini, partite daminacce e piccoli attentati incendiari ai danni di auto e sedi commerciali,riguardano le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mercato ortofrutticolo di Fondi (Latina), nonché episodi di collusione con funzionari del Comune.

Tra le persone finite in manette,12 esponenti della ‘ndrina calabrese facente capo al boss Domenico Tripodo, il cui posto, dopo la sua morte, è stato preso dai figli Carmelo Giovanni e Antonio Venanzio, costretti però a trasferirsi fuori regione essendo in lotta con la famiglia De Stefano. I due figli del boss avevano scelto proprio Fondi dove erano riusciti a conquistare l’attività di uno dei mercati ortofruticcoli più grandi d’Europa. Ma, secondo gli investigatori, i loro interessi riguardavano anche altri settori, coem quello dei traslochi, delle pulizie e delle pompe funebri. Un business che sarebbe stato agevolato dalla complicità e dal silenzio di funzionari comunali.

In carcere, oltre ai fratelli Tripodo, sono finiti Aldo Trani, Giovanni Bracciale, Franco Peppe, Pasquale Peppe, Alessio Ferri, Antonio Schiappa, Igor Catalano, Vincenzo Biancho e Antonio D’Errigo, nonché l’ex assessore ai lavori pubblici di Forza Italia,Riccardo Izzi, dimessosi nel febbraio 2008 e che, secondo l’accusa, avrebbe agevolato l’organizzazione criminale in cambio di soldi e finanziamenti per le elezioni, alle quali risultò il primo eletto.

Ai domiciliari il capo della polizia municipale Dario Leone, il vice Pietro Munno, il dirigente dell’area lavori pubblici del Comune di Fondi, Gianfranco Mario Renzi, il funzionario del settore Bilancio, Tommasina Biondino, e l’imprenditore immobiliaristaMassimo Di Fazio.

Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche numerose perquisizioni e sequestrati società, immobili e terreni riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di10 milioni di euro. Nel dettaglio, si tratta di terreni e appartamenti nel territorio di Fondi, riconducibili alla famiglia Tripodo e a Peppe Franco che, secondo gli inquirenti, gestiva gran parte delle attività nel settore ortofrutticolo in cui erano coinvolti i Tripodo. Tra i beni sequestrati, anche quote delle società Lazio Net Service, Tripos multiservizi, Euro Dis Giada, Fratelli Peppe e Eurofrutta Peppe.

Le ordinanze dicustodia cautelare sono state firmate dal gip di Roma, su richiestadel procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dei pubblici ministeri Diana De Martino e Francesco Curzio, ed eseguite dagli uomini del centro operativo Dia di Roma, coordinati da Paolo La Forgia, e dai carabinieri del comando provinciale di Latina, agli ordini del colonnello Roberto Boccaccio.

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