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“Italia fuori dal G8”, la stampa estera attacca Berlusconi

Silvio BerlusconiROMA. “Italia fuori dal G8”. Ci va pesante il quotidiano britannico Guardian, che parla di voci di “espulsione dell’Italia” perché i piani del summit de L’Aquila sarebbero “caduti nel caos”

Vengono inoltre riportate le affermazioni di alti funzionari occidentali, che prevedendo un futuro vertice senza l’Italia, “sostituita dalla Spagna che ha un più alto reddito pro capite”, anche perché”il G8 è un club, con la sua quota partecipativa da pagare. L’Italia non lo sta facendo”.

Secondo la fonte citata gli italiani, nell’organizzazione del summit, “sono stati terribili, senza metodi né programmi”. Il giornale scrive anche che, negli ultimi giorni, in assenza di iniziative concrete in agenda, gli Usa hanno preso il controllo della situazione, organizzando una teleconferenza tra gli sherpa, in un ultimo disperato tentativo di inserire degli obiettivi nel summit.

A replicare è il ministro degli Esteri Franco Frattini:“Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo. E’ una buffonata, una sciocchezza”.

Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia che gli Usa abbiano preso in mano la situazione c’è “un evidente fraintendimento” perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c’è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh.

Ma a battere contro il governo italiano è anche il Financial Times, che riprende le vicende privati del premier Silvio Berlusconi. “Da settimane – scrive il quotidiano finanziario – le notizie sulla vita privata del 72enne leader italiano sono stato un totale imbarazzo, ma la sua reputazione è calata per ragioni che vanno al di là dei recenti titoli di giornale”. Il Ft afferma che Berlusconi è sempre stato giudicato all’estero come una figura controversa e imprevedibile. Durante il suo precedente governo, dal 2001 al 2006, Bush “aveva bisogno di corteggiarlo” perché Washington era in conflitto con Chirac e Schroeder, “ma oggi tutto è cambiato, Francia e Germania hanno leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore”. Il giornale cita le questioni che hanno irritato gli Usa e gli altri membri del G8: l’inadempienza dell’Italia sugli aiuti all’Africa, lo scarso interesse del premier italiano sull’impegno per combattere il cambiamento climatico, la sua ambizione di mediare sull’Iran e sulla Russia. “Le previsioni non sono buone”, conclude Ft, ricordando che la prima volta che Berlusconi presiedette un summit del G8 gli fu inviata una comunicazione giudiziaria (Napoli, 1994), la seconda volta il summit fu rovinato dalle proteste e dagli scontri (Genova 2001): meglio tenere “le aspettative vasse” per la terza volta.

Sempre ilFinancial Times rivela che l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan, ha scritto “una dura lettera personale” a Berlusconi, rimproverandolo per non avere mantenuto gli impegni da lui presi al precedente G8 sugli aiuti all’Africa. A tal proposito, un corsivo del Guardian ironizza che il premier italiano potrebbe venire ribattezzato “mister 3 per cento”, come lo ha chiamato Bob Geldof, il cantante paladino degli aiuti ai paesi poveri, nel senso che Berlusconi “mantiene solo il 3 per cento delle promesse fatte”.

A rincarare la dose ci pensa il Daily Telegraph, autorevole quotidiano britannico, che in prima pagina pubblica una gigantografia di una giovane donna con una maglia traforata sotto la quale non indossa niente: “Quale leader europeo porta il suo ministro pieno di glamour al G8?” è il titolone che l’accompagna. Si tratta della ministra Mara Carfagna, e il leader ovviamente è Berlusconi.

C’è poi il Wall Street Journal, secondo cui lo scetticismo e la preoccupazione degli altri leader del G8 è tale che la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe confidato a un consigliere politico che starà attenta a come viene fotografata accanto a Berlusconi durante il summit, poiché, in vista delle elezioni in Germania, un’immagine ridicola o offensiva accanto al premier italiano, potrebbe costargli la rielezione.

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