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“Non tutti i neri vengono per nuocere”, al via le riprese del film di Nappa

Salvatore NappaCASTEL VOLTURNO. Lo scorso 15 luglio sono iniziate le riprese del film “Non tutti i neri vengono per nuocere” diretto dal regista napoletano Salvatore Nappa.

Le prime scene del film, girate a Castelvolturno, hanno visto la partecipazione di molti ragazzi immigrati e di gente del posto che nell’iniziativa intravedono un momento di crescita e confronto con una realtà spesso dolente che genera odio e conflitti ma che può essere governata con efficienza in nome della convivenza civile e democratica.

“Provocare una riflessione sulle tematiche legate all’immigrazione/illegalità” – ha affermato il cinquantaseienne regista, diplomato in regia televisiva e cinematografica presso la Libera Università Europea dello Spettacolo Urbisaglia di Macerata – “in un’area territoriale dove insistono pericolosi fenomeni di intolleranza, figli di una sostanziale ignoranza sul fenomeno, ritengo sia molto importante. Molto più delle analisi, dei documentari, e delle discussioni sul tema, valga il racconto di storie umane con protagonisti immigrati, che nella quotidianità della loro sofferenza, emarginazione, e tentativi di integrazione, facciano intendere quali potenzialità siano presenti nell’apporto di culture ed energie nuove, e quali gravi effetti su “Persone” possano avere atteggiamenti di rifiuto, intolleranza esclusione, violenza criminale, sfruttamento di mano d’opera, di prostituzione e spaccio. Se dovessi definire questo film” – ha aggiunto Nappa che nel 2005 inizia la collaborazione con l’Ass. Jerry E. Masslo e con i ragazzi immigrati ha portato in scena gli spettacoli “Neri di tutti i colori” e “Klan-Destini” – “direi che è un film sulla conoscenza perché come si dice “Quando non lo conosci lo eviti” poi, quando hai modo di confrontarti con l’altro, allora ti rendi conto che la paura, gli atteggiamenti che spesso sono alla base del nostro vivere quotidiano sono innaturali e del tutto strumentali frutto di una ignoranza che ci porta a vedere l’altro come nemico e non come fratello, figlio della stessa terra. Questo film vuole spezzare questo trend”.

La storia è incentrata su Jean, immigrato di colore, che viene coinvolto in una storia di droga dove lui non c’entra niente e dalla quale non riesce ad uscirne perché a tutti conviene avere un capro espiatorio su cui far ricadere colpe e responsabilità. Sarà il caso, o meglio un deplorevole incidente che tocca il Commissario a ribaltare la situazione ed a far aprire la mente ed il cuore alle esigenze degli altri. Nel film, di cui Nappa è anche autore del soggetto, mentre la sceneggiatura è stata elaborata insieme a Luigi Sica, sono impegnati attori, operatori provenienti o dal mondo dell’immigrazione o da quello dell’associazionismo impegnato su questi temi. Sono previste 4 settimane di lavorazione per un complessivo di 28 giorni distribuiti nell’arco dei tre mesi.

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