Italia

Berlusconi: “Non sosterrò referendum”. Opposizione: “Suddito della Lega”

 ROMA. Una nota stampa di Palazzo Chigi ha diffuso la decisione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di non sostenere il referendum del 21 e 22 giugno.

La scelta è giunta dopo la cena ad Arcore, di lunedì sera, tra il premier con il leader della Lega Umberto Bossi durante la quale i due hanno deciso di profondere il loro impegno per i candidati impegnati nei ballottaggi.

“Silvio Berlusconi e Umberto Bossi – si legge nella nota della presidenza del Consiglio -, in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l’eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale. Il Presidente Berlusconi – si legge ancora – ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle da tutti auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto – conclude il comunicato – non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 p.v.”.

Una brusca marcia indietro quella del presidente del Consiglio che, qualche tempo fa, aveva dichiarato di voler votare “sì” per il referendum sulla legge elettorale. Ovvia la reazione dell’opposizione parlamentare che sottolineano la sudditanza di Berlusconi verso il numero uno del Carroccio.

“Bossi ricatta e Berlusconi segue – dice il presidente del comitato dei referendari Giovanni GuzzettaSono passate 24 ore dalle elezioni ed è evidente che Bossi ha già chiesto un posto in più in Rai, due Regioni e la rinuncia al referendum. Sono trent’anni che dicono che vogliono fare la riforma costituzionale, chissà perché se ne ricordano sempre prima dei referendum. Comunque – conclude – i cittadini voteranno lo stesso”. “Tra Berlusconi e la Lega c’è stato uno scambio sciagurato. Noi non ci fidiamo e dunque confermiamo il nostro no al referendum: andremo a votare ma voteremo no”, ha affermato il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi.

Intanto la Lega torna a ribadire con forza il suo no al referendum e a chiedere l’astensionismo, come ha sottolineato il ministro leghista Luca Zaia: “I cittadini vadano a votare ai ballottaggi e, con grande coerenza, non ritirino le schede del referendum. La Lega è un alleato leale in questa compagine. E nessun ministro ha intralciato il lavoro degli altri”.

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