Caserta

“Giovanni Paolo II a Caserta”, incontro in Piazza Vanvitelli

da sin. Mauro Nemesio Rossi e Don Franco GaleoneCASERTA. “Giovanni Paolo II a Caserta, e la sua eredità spirituale” è il tema affrontato nell’affollatissimo incontro che si è tenuto all’hotel H2C in piazza Vanvitelli a Caserta.

L’appuntamento organizzato dall’Ande con la collaborazione della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro d’Italia, ha visto quale protagonisti due studiosi locali di estrazione completamente diversa: Don Franco Galeone, salesiano, e Mauro Nemesio Rossi, giornalista ed attento osservatore della storia locale a partire dal primo novecento del secolo scorso.

Un discorso a due voci, ma anche due metodi diversi. Infatti se il primo ha messo in luce l’apostolato di un Papa che ha tanto inciso sulla storia dell’ultima parte del ‘900, determinando sconvolgimenti politici ed un nuovo assetto mondiale, il secondo ha illustrato il suo racconto per immagini, realizzato su Dvd che partendo dal 1992 anno della visita di papa Wojtyla a Caserta si è protratto fino alla emozione suscitata alla sua morte considerata una “catastrofe universale”.

“Ma lo Stato pontificio anche con la morte di una guida eccezionale continua il suo è percorso – ha sottolineato Rossi – e già ai funerali del papa Polacco risultano evidenti la temporalità di una sovranità ecclesiastica che fa di un funerale un momento politico e di rappresentanza”. La presenza di sua Santità a Caserta voleva significare anche un segnale di speranza per un futuro migliore della collettività, così com’era nell’intenzione del nuovo pastore che da poco si era insediato nella arcidiocesi di Caserta. Le speranze di padre vescovo Raffaele Nogaro, però, in parte andavano deluse tanto che alla fine del suo mandato nel parlare della sua impari lotta per una Università che richiamasse la casertanità ha definito Caserta ‘Una città invertebrata’”.

Un passo indietro nel tempo, ma anche un taccuino ricco di personaggi, alcuni dei quali scomparsi, come i compianti Renato Coppola che resse il comitato promotore che doveva ricevere il papa; il senatore Gaetano Vairo accusato ingiustamente da Bettino Craxi di avere rapporti con la camorra, il vice questore Carmine De Santis che diventò senatore della Repubblica. Era presente, inoltre, un giovane vescovo molto addentro nel Vaticano, Crescenzo Sepe ora diventato cardinale di Napoli.

Don Franco Galeone ha tracciato i passi più salienti di un pontificato lungo e pieno di avvenimenti eccezionali per un Papa “missionario”, tanto da fargli compiere 90 viaggi all’estero, 135 in Italia e un milione e duecentomila chilometri. Fu il pontefice che si oppose al comunismo ed individuò i mali del capitalismo. Per la folta presenza di partecipati è stata necessario, durate l’appuntamento, allargare la sala.

Soddisfatta la presidente dell’Ande Matilde Fusco che, nel ringraziare gli oratori, ha esaltato la sensibilità degli iscritti all’associazione che, in occasione di avvenimenti culturali di grande spessore, non hanno fatto mai mancare la loro partecipazione.

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