Caserta

Europee, intervista a Vincenzo Iovine (Idv)

Vincenzo Iovine CASERTA. “Al giorno d’oggi, in pieno trend globalizzante del pianeta, non è più concepibile continuare a pensare all’Europa come un concetto astratto, totalmente estraneo ai cittadini e a disposizione di pochi intimi.

Al contrario, via ogni veduta particolare e quella mentalità che, intrisa di malsani nazionalismi e miopi tornaconti di questo o quel personaggio politico, gli organismi governativi europei e il sistema che li supporta dovranno essere sempre più aperti alla fruizione e alla partecipazione dei cittadini, che ne dovranno diventare protagonisti assoluti”.

Lo sostiene con forza il candidato al Consiglio Europeo, Vincenzo Iovine (IdV), che, tra i punti cardine del suo corposo programma elettorale, pone proprio “la centralità, non più teorica e figurativa, ma concreta e tangibile, dell’azione propositiva e costruttiva del bene comune da parte di chi, finora, non ha avuto granchè voce in capitolo”.

Con lei, dunque, il cittadino avrà più possibilità di farsi ascoltare e far valere i propri diritti? “Sicuramente si. Questo è uno dei miei principali obiettivi. Il mio procedere in tale direzione è da considerarsi non già cosa effimera ma opera tangibile e concreta, una battaglia di civiltà che riterrò conclusa soltanto a traguardo raggiunto. Voglio che i miei elettori sappiano che, anche dopo l’investitura a consigliere europeo, potranno sempre e comunque contare su di me”.

Dottor Iovine, seppure importante e nobile, quello a cui abbiamo appena accennato, di sicuro, non è l’unica argomentoazione del personale documento programmatico presentato all’atto della sua candidatura ad un posto nel Consiglio Europeo. Ci illustra, in breve, la restante parte del suo piano di approccio alle problematiche più sentite e dibattute dell’area che intende rappresentare? “Da uomo del Sud, innamorato della mia terra, sono orgoglioso delle mie origini e dell’ essermi proposto quale suo paladino in Europa. Amo in maniera viscerale il mio mondo, a cui ho sempre guardato con amore di meridionalista convinto e attraverso il prezioso insegnamento cattolico-cristiano impartitomi dai miei cari genitori, sono in grado di servirli ancora meglio”.

Già, la famiglia. Cosa rappresenta per lei? “Ritengo e l’ho rimarcato anche in sede di presentazione del mio programma di lavoro, che dalla famiglia nasce tutto, è sacra ed indissolubile istituzione. E per questo la pongo tra i tesori valoriali scolpiti a caratteri cubitali nel più intimo di me stesso”.

Come leggiamo dalla sua “carta” programmatica, oltre alla famiglia e alla fede, lei da priorità assoluta ad argomenti di grande richiamo e dei quali si professa orgogliosamente entusiasta difensore. Tra questi, ricordiamo “l’incremento occupazionale e una più giusta ed equa distribuzione del lavoro, un maggiore e più fattivo rispetto dell’ambiente e territorio, il varo delle condizioni ottimali per l’instaurazione di norme più garantiste in materia di sicurezza e giustizia e, non ultimo, la nascita e il farsi strada di un nuovo concetto di solidarietà sociale. Non c’è che dire, è un fardello di lavoro non indifferente. “Certo, ma non ne sentirò affatto il peso. Il mio impegno è cominciato già alcuni anni fa, quando ho deciso di dedicarmi in toto al sociale e a tutto quello che vuol dire promozione dell’uomo e della comunità. A questo vorrei aggiungere una mia personale generalistica classificazione di chi mi ha preceduto. Chi promette, chi realizza, chi realizzerà. Io ritengo di appartenere alle ultime due categorie. Nello stato attuale abbiamo bisogno di certezze, le promesse fanno sperare e fanno vivere bene il presente ma lasciano il tempo che trovano. Sulla scorta del presente guardiamo al futuro”.

Dottor Iovine, ci dica. Esistono delle priorità da tenere presenti e portare avanti perché si possa realizzare appieno il suo pensiero di Europa? “Perché il mio programma possa realizzarsi in tempi brevi è necessario un sistema politico snello e veloce anche in ambito locale. Ritengo da un lato importante l’opera di infrastutturalizzazione del territorio e il lancio di misure amministrative che favoriscano la crescita e lo sviluppo dello Stato, dall’altro penso che sia parimenti importante lo sviluppo di piccole e medie aziende, della cui freschezza la nostra terra ha tanto bisogno. A questo aggiungo, ma non ultimo, un preciso meccanismo di controllo delle azioni intraprese rispetto agli investimenti programmati. E’ inutile parlare, destinare risorse, far sognare, se poi tali risorse non si traducono in opere tangibili e che servono sul serio alla collettività.

D’accordo, ma in quale direzione si muoverà subito dopo aver ricevuto l’investitura da parte dei suoi sostenitori? “Andrò spedito verso la soddisfazione delle esigenze di tutti i cittadini del Sud Italia. Avendo scelto come slogan personale, …per il lavoro e la solidarietà…, è evidente che mi batterò anche per la realizzazione di grandi opere, come, ad esempio, l’Aeroporto Internazionale di Grazzanise, per la rinascita del settore agricolo tramite l’entrata in funzione di un mercato agro-alimentare ad hoc, per un incremento significativo di pacchetti culturali e di occasioni di maggiore conoscenza e consapevolezza critica a favore dei nostri giovani, per un turismo d’elite che sia capace di far ammirare e diffondere nel mondo le grandi testimonianze storico-architettoniche del nostro glorioso passato e per ogni altra causa utile al riscatto meridionale, sia in termini economico-occupazionale che sociale”.

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