Teverola

Lusini: “Niente ricorso al Tar, decideranno i cittadini”

Biagio Lusini TEVEROLA. “Stiamo valutando seriamente di non presentare ricorso al Tar, ma di rimetterci al giudizio dei cittadini”.

Il clamoroso annuncio arriva direttamente dal sindaco Biagio Lusini e dai componenti della sua lista “Progetto Civico-Teverola Città”, esclusa dalla competizione elettorale amministrativa del 6-7 giugno per aver presentato un numero di sottoscrittori (126) superiore al limite (120) stabilito dalla normativa.

Dopo il “no” rifilato nella giornata di lunedì dalla commissione elettorale mandamentale di Aversa, dove si è riusciti ad invalidare soltanto una firma (ma erano necessario annullarne almeno sei per rientrare nei limiti), il gruppo del primo cittadino uscente aveva deciso di presentare ricorso al Tar.

Oggi, però, puntando il dito contro gli avversari del Pdl guidati dal candidato sindaco Gennaro Caserta, afferma: “La reazione giunta dagli avversari politici, dai quali ci saremmo aspettati, nel rispetto della democrazia e al di là di ogni responsabilità oggettiva, un’apertura al confronto e ad una regolare competizione elettorale, ci spinge a riflettere sulla scelta di andare alle elezioni senza adire le vie legali. Le strumentalizzazioni politiche cui stiamo assistendo in questi giorni sono il segnale di una totale mancanza di rispetto verso il principio democratico, mortificato a Teverola da uno sciacallaggio che lascia sbalorditi”.

“Dinanzi alle reazioni del centrodestra, – concludono i candidati – che pur di detenere il potere non esita a calpestare la libertà di scelta della popolazione, che invece deve essere garantita sempre e ovunque, non esiteremo a metterci in gioco, in nome di un confronto e di una competizione leale e costruttiva alla quale mai, nel rispetto dei cittadini teverolesi, ci siamo sottratti. Sarà la popolazione a riflettere su quanto accaduto e a scegliere come meglio riterrà opportuno”.

Una semplice provocazione o una reale intenzione quella di Lusini & Co.? E poi: cosa significa non presentare ricorso al Tar e rimettersi al “giudizio dei cittadini”? Forse fare campagna elettorale “al contrario”, invitando gli elettori a non recarsi alle urne? Infatti, ricordiamo che, pur con un’unica lista in campo, l’affluenza deve raggiungere almeno il 50% più uno degli aventi diritto, pena l’annullamento delle elezioni e il rinvio al prossimo turno.

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